Transizione 1985
SOCIALISMO E LIBERALISMO *
Salvatore Veca
1. Fra le numerose cose che Norberto Bobbio ci ha insegnato, una è certamente quella di impiegare con entusiasmo e senza ecces siva parsimonia, l ’ aggettivo « quale ». L ’ istruzione completa per l ’ uso mi sembra più o meno questa: prendere un termine del lessi co e della tradizione politica avendo cura che esso sia molto popo lare, premettergli il « quale » e far seguire il tutto da un punto interrogativo. Studiosi della storia del pensiero politico e della di scussione politica contemporanea assicurano che questo metodo è quasi infallibile e garantisce risultati eccellenti. Viene da pensare che in un lessico aggiornato della filosofia politica (che suggerisco a Umberto Eco) un « Bobbio » sia definito come un particolare tipo di canna da pesca che, utilizzando come esca il « quale », cattura prede del tipo « democrazia », « socialismo » e dio sa che altro. Non sapendo io che pesci prendere di fronte al titolo imponen te della relazione che mi è stata affidata, ho fatto naturalmente ricorso al « bobbio » e così accade che le osservazioni che propongo vertano principalmente intorno a una domanda. Essa è: quale e- guaglianza? La mia idea in proposito è che dare buone risposte a questa ricorrente domanda sia non solo un ’ attività importante e non futile, ma soprattutto particolarmente pertinente , se si dà un determinato resoconto della tensione fra liberalismo e socialismo. Il mio resoconto di tale tensione è quello, molto semplice, di una jene di dialoghi o conversazioni, nel tempo, fra liberali e socialisti, in cui per altro mi sembra si generi il nucleo normativo della teoria
* Presentato al Convegno Per una teoria generale della politica, Torino 18-20 otto bre 1984. 53
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