Transizione 1985

politica condivisa, almeno entro le nostre principali tradizioni di pensiero nel giudizio politico. Più in dettaglio, i punti essenziali del mio argomento sono i seguenti: 1) delineare, nella sua struttura elementare, la logica del dialogo o della conversazione fra liberali e socialisti e gli esiti via via da essa generati. Questi esiti coincidono, grosso modo, con una famiglia di concezioni della giustizia distributiva o sociale e in cia scuna di esse vi è una appropriata interpretazione dell ’ eguaglianza (e una particolare soluzione del problema del rapporto fra essa e le libertà); 2) specificare due versioni dell ’ eguaglianza: una, che chiamerò versione semplice dell ’ eguaglianza, è connessa a una con cezione allocativa della giustizia sociale. L ’ altra — che a me sembra più attraente e interessante — che chiamerò versione complessa dell ’ eguaglianza, ha una connessione diretta con sfere di libertà e con una concezione pluralistica della giustizia sociale. Per quanto il mio modo di vedere tali questioni sia influenzato dalla discussione degli ultimi quindici anni sulle teorie della giusti zia e sull ’ idea di società giusta, sono convinto che esso possa cattu rare e rendere conto di una serie di problemi classici e storicamente molto significativi della catena di conversazioni, nel tempo, fra liberali e socialisti. L ’ idea stessa del dialogo, prima che di Bruce Ackerman, e — per certi versi — di Jùrgen Habermas, è di Guido Calogero. L ’ idea di « società giusta » fondata sull ’ eguaglianza dei beni sociali principali come mezzi per molti scopi, prima che in John Rawls, è rintracciabile nelle formulazioni di uno dei maestri di Bobbio, Erminio Juvalta. L ’ idea della « riforma dei rapporti sociali in base a un principio di giustizia, che si armonizzi col rispetto della libertà degli individui e dei gruppi » è un motivo ricorrente delle osservazioni di Carlo Rosselli. Tre anni fa, Bobbio si è chiesto se una prospettiva significativa per la sinistra non possa essere quella di un « progetto di contratto sociale che includa nelle sue clausole un principio di giustizia distributiva e quindi sia com patibile con la tradizione teorica e pratica del socialismo ». 2. Nella sua introduzione del 1979 all ’ opera di Rosselli, Bob bio ha presentato il rapporto fra liberalismo e socialismo come un rapporto fra un metodo e un fine. Per metodo liberale, ha sostenu to Bobbio, Rosselli intende quello che oggi si dice correntemente « metodo democratico ». Per socialismo, si deve intendere un idea 54

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