Transizione 1985

beni (libertà, ricchezza, reddito, opportunità, rispetto di sé) che sono per ciascuno mezzi per qualsiasi scopo o per una varietà di scopi o preferenze. Il fine è dare a ciascuno la stessa possibilità di essere diverso. Così, sembra giungere a termine una lunga serie di conversa zioni che hanno avuto a oggetto le interpretazioni dell ’ eguaglianza. Dall ’ eguaglianza formale a quella di opportunità, all ’ eguaglianza di considerazione e rispetto, al principio di differenza, in cui si speci fica la reciprocità o quella cooperazione fra cittadini in una società giusta, in cui Einaudi ha individuato una delle due idee ricorrenti. Per dirla con Juvalta che, come Rawls e Bernard Williams, rifor mula alcuni temi canonici dell ’ etica di Kant, « dove vi è coopera zione con effettiva parità di diritti, ciascuno dei cooperanti ha ad un tempo, riguardo a qualsiasi degli scopi della cooperazione, per un rispetto ragione di mezzo e per l ’ altro ragione di fine. (L ’ idea guida è che) tutti i sodi trovino nelle condizioni di esistenza della società la medesima e equivalente possibilità esteriore di rivolgere la loro attività alla ricerca di qualsivoglia dei beni, ai quali la cooperazione sociale è mezzo ». Il che a me ricorda, tra l ’ altro, quella bella frase, recentemente richiamata alla memoria, di Riccar do Lombardi. 5. La parabola delle conversazioni fra liberali e socialisti ha mostrato come, in una determinata forma di vita (una, fra una pluralità di altre), si generino concezioni di giustizia sociale e come esse consistano in interpretazioni o reinterpretazioni appropriate dell ’ eguaglianza, sotto il vincolo della libertà. Eguaglianza di op portunità, eguaglianza di benessere, eguaglianza di risorse, egua glianza di quote di manna, eguaglianza dei beni principali o di cittadinanza: si tratta di familiari interpretazioni entro questa for ma di vita. Come dire, sono alcuni dei modi in cui usiamo lingui sticamente quel termine tanto popolare quanto vago di « egua glianza ». Su questo sfondo, anche, appaiono riconoscibili i dilem mi fra efficienza e eguaglianza, fra eguaglianza e libertà, cui ho accennato. E, infine, su questo sfondo, assume un senso ragionevo le un ’ ampia famiglia di discussioni pubbliche. Esse possono essere interpretate, al meglio, come discussioni intorno ai criteri o al cri terio giusto nell ’ allocazione di vantaggi o beni, nell ’ identificazione pubblica di bisogni o di meriti. (Osservo di sfuggita che anche le discussioni più pragmatiche sui mezzi per applicare un criterio o 59

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