Transizione 1985

preferenze degli esseri umani (se non fosse così, non avrebbe mai scritto Quale socialismo? , né molte altre cose). Una breve consul tazione lo informa dei seguenti fatti importanti. La versione sem plice dell ’ eguaglianza allocativa dipende da una versione ristretta e insufficiente della preferenza condivisa per l ’ eguaglianza. Essa sa rebbe del tutto soddisfacente solo nel caso in cui gli unici problemi di natura sociale e politica fossero quelli, appunto, allocativi, rela tivi al criterio con cui dividere la torta di manna. Ora, i conflitti allocativi sono certo importanti (generazioni precedenti di cittadini ricordano che è stato così, per un lungo ciclo di conflitti intorno alla cittadinanza), ma non sono gli unici interessanti. Avere diritto alla stessa quota iniziale dello stesso bene, in quanto riconosciuti come membri cooperanti, non cattura nella sua interezza la doman da di eguaglianza o la particolare preferenza condivisa per l ’ egua glianza. I cittadini e le cittadine fanno notare che hanno gusti differenti e inseguono una pluralità di beni in una pluralità di sfere distributive (alcuni amano la ricchezza, altri il potere politico; al cuni, il merito scientifico; altri, i primati sportivi; alcuni, il carisma religioso, altri, ancora, dialogare con i nipoti, ecc.). Essi non rico noscono quell ’ immagine del mondo sociale in cui abitano, soggia cente alla versione allocativa dell ’ eguaglianza, in cui qualcuno dà qualcosa loro. Non sono disposti a accettare una metrica uniforme, dato che sono affezionati all ’ idea di un mondo sociale in cui non circola un solo bene, ma pzà beni in più sfere. Essi trovano certo interessante e nel complesso accettano come preferibile l ’ essere e- gualmente dotati il sabato per perseguire questa pluralità di beni (ecco perché il socialismo non c ’ è, come piazza Castello; esso deve essere preferito). I cittadini si chiedono se Norberto avrà qualcosa di interessante da dire anche lunedì, quando presumibilmente si saranno già messi in caccia dei loro, differenti, beni. La versione semplice dell ’ eguaglianza allocativa sostiene la loro opportunità e- guale di perseguire beni, ma non implica nulla su che cosa accade fra cittadini, nel tempo; o meglio, se la versione semplice dovesse vedere i suoi criteri — come dire — replicati ogni giorno, si uscirebbe immediatamente dalla forma di vita della conversazione fra liberali e socialisti. Perché ci vorrebbe almeno un grande Fratel lo. E certo, Norberto non ci sta. Ciò che i cittadini e le cittadine suggeriscono è che, per rendere conto in modo appropriato del nesso fra libertà e eguaglianza, non è possibile restare alla versione semplice dell ’ eguaglianza allocativa di manna, ma occorre affrontare il cruciale problema della varietà o

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