Transizione 1985
pluralità dei beni sociali e della corrispondente varietà delle sfere distributive. (Dopo tutto, non solo le libertà ma anche l ’ eguaglian za sono nozioni connesse con il pluralismo, con la pluralità dei beni). Una concezione allocativa tende a ridurre il problema della giustizia sociale a quello di un criterio o di un insieme di criteri per dare la stessa cosa a gente differente. Il conflitto allocativo è del tipo: perché a lui (loro) di più e a me (noi) di meno? Una concezione pluralistica porta in primo piano la varietà dei beni e, quindi, la varietà dei criteri pertinenti con cui si distribuiscono differenti beni sociali (l ’ idea, com ’ è noto, è molto vecchia e risale almeno a Aristotele). Il suo nesso diretto con la libertà è piuttosto evidente: se ogni bene genera una sfera, e entro questa la distribu zione del bene dipende da un criterio appropriato, allora i detento ri dei beni in una sfera, che ne invadano un ’ altra, sono invasori o usurpatori. Ma è questa semplice esperienza della tirannia che è alla base della versione complessa dell ’ eguaglianza e, insieme, sembra a me definire gli aspetti importanti delle nostre questioni di giustizia sociale. Se accettiamo di prendere sul serio l ’ idea della pluralità o varietà dei beni sociali (e in questo senso siamo plurali sti), il principale problema distributivo in una società ci appare non come quello di come è giusto allocare un bene, quanto piuttosto di quale modello sociale di conversione fra beni sia quello giusto («giusto» vuol sempre dire: «giustificabile per chiunque»). L ’ idea è che le relazioni fra cittadini e cittadine siano mediate dalla circolazione di beni sociali e che nei modi della loro conver sione si determini e prenda corpo la questione del dominio. Ciò che è soggiacente all ’ idea complessa dell ’ eguaglianza è, semplicemente, l ’ esperienza della subordinazione. In questo senso, suggerisco che il fuoco attuale delle conversazioni sulle questioni di giustizia do vrebbe concentrarsi sulla pluralità delle sfere dei beni sociali e sulla loro libertà, rispetto ai tiranni, agli invasori e agli usurpatori. Mi chael Walzer, cui è dovuta una efficace analisi (e difesa) pluralista delle sfere di giustizia, ha sottolineato che, alla fin fine, ogni socie tà è organizzata sulla base di quella che potremmo chiamare una versione sociale del gold standard. Un bene o un insieme di beni è dominante su tutte, o quasi tutte, le sfere distributive. Forza, raz za, nascita, sangue, terra, carica politica, militare, carisma religioso, capitale, moneta, informazione, ecc.: questi beni sono stati e sono dominanti in varie società, nello spazio e nel tempo. Ciascuno di essi è stato o è monopolizzato da qualche gruppo e ciò genera quella situazione per cui tutti i (differenti) beni vanno a chi ha il
62
Made with FlippingBook flipbook maker