Transizione 1985

migliore, fra essi. La massima è: « Abbi quel bene, e il resto ver rà ». Avere quel bene vuol dire avere un bene dominante; è come, in certi giochi di carte, avere il jolly. Esso può essere sistematica- mente convertito in altri, in tutti gli altri (o, più realisticamente, in sempre concentrato l ’ attenzione sul monopolio. L ’ idea complessa della eguaglianza porta in primo piano la dominanza. Il perché non è strano: i conflitti distributivi degli ultimi due secoli si inaugura no con una guerra contro il monopolio aristocratico di terra, onore e cariche, monopolio dovuto al bene dominante (piattamente arbi trario dal punto di vista morale) della nascita e del sangue. (Così, l ’ idea è stata quella di redistribuire in modo eguale il bene mono polizzato). utopia per cittadini della eguaglianza complessa è in vece centrata sulla critica della dominanza: noi dovremmo restrin gere la gamma entro cui particolari beni sono convertibili e riven dicare l ’ autonomia delle sfere distributive. Dobbiamo, per dir così, rimodellare e quindi convivere con una complessità di distribuzio ni. Una società in cui vari beni sono monopolizzati ma nessuno è dominante (è cioè generalmente convertibile), è il sogno di una società di eguaglianza complessa. Tuttavia, questa idea non ha un profilo così « alto », come potrebbe sembrare a prima vista: per generare questa concezione pluralista della giustizia sociale basta muovere dal « basso », dalla nostra interpretazione condivisa di una pluralità di beni sociali e considerare il modo in cui cittadini e cittadine si relazionano l ’ un l ’ altro attraverso questi beni. (Sugge risco che le questioni di una teoria della democrazia hanno a che vedere con questa concezione del pluralismo: prima di entrare nella sfera distributiva della democrazia dove il bene è il merito politico per governanti preferiti, è imposto ai cacciatori del bene politico di lasciare al guardaroba mitra, missili, stole e libretti di assegni). Potremmo sostenere in conclusione, e in termini più formali, che la eguaglianza complessa significa che la posizione di un citta dino in una sfera o riguardo a un bene sociale non può essere intaccata o diminuita né avvantaggiata e incrementata dalla sua posizione in un ’ altra sfera o riguardo a un altro bene. « Nessun bene sociale x dovrebbe essere distribuito a cittadini che possiedo no qualche altro bene y solo perché possiedono y e senza relazione con il significato condiviso sociale di y ». (Una teoria della giusti zia, nella prospettiva della pluralità delle sfere, ha bisogno di una buona interpretazione o definizione dei significati condivisi di beni sociali per cittadini).

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