Transizione 1985

È facile vedere come il fuoco delle conversazioni sia ora centra to, come per un ’ oscillazione ciclica, sulla libertà nelle sfere dei beni sociali. Ricordo che la prima serie di conversazioni aveva preso le mosse dalla « libertà della persona umana » e era approdata a u- n ’ interpretazione condivisa dell ’ eguaglianza nei beni di cittadinan za. Ora, a partire da questo esito dialogico e grazie a esso, l ’ idea complessa dell ’ eguaglianza centra di nuovo un ’ interpretazione plu ralista della libertà. « La natura della tirannia — ha scritto Pa scal — è desiderare potere su tutto il mondo e al di fuori della pro pria sfera ». Discutendo della moneta, Marx ha annotato nei suoi Manoscritti'. « Se presupponi l ’ uomo come uomo e il suo rapporto col mondo come un rapporto umano, potrai scambiare amore soltan to con amore, fiducia solo con fiducia, ecc. [...]. Se tu ami senza suscitare una amorosa corrispondenza, cioè se il tuo amore come amore non produce una corrispondenza d ’ amore, se nella tua mani festazione vitale di uomo amante non fai di te stesso un uomo amato, il tuo amore è impotente, è un ’ infelicità ». 6. In tempi in cui solo a tratti sembra che la politica coincida con un tentativo intrapreso da creature di limitata intelligenza, abilità e virtù (come noi) di modellare le società in cui hanno la loro vita da vivere; e in cui solo debolmente la teoria sembra il tentativo sistematico di valutare il significato e determinare il valo re di queste attività, ciò che possiamo chiedere alla nostra filosofia è che essa dovrebbe almeno cercare di catturare il senso di come desidereremmo, uomini e donne, fosse una società umana migliore. Penso che uno spazio importante occupi in proposito la questione aperta della ridefinizione delle sfere di giustizia. Su ciò mi sembra varrebbe la pena di ragionare. Non sopravvaluto il ruolo delle nostre ragioni, in un mondo di forze, minacce, poteri, passioni e paura. Abbiamo certo sempre da imparare da chi ha, nel tempo, delineato concezioni realistiche della scena, delle attività, degli at tori, dei fini della politica. Ma non saprei francamente riconoscere questo stesso mondo se esso non ospitasse, da qualche parte, una qualche, scarsa, competenza razionale. Grazie a essa, noi (e la cate na delle generazioni di quanti si sono battuti per ciò) riconosciamo che vi sono questioni di giustizia. E che esse sono, per noi, molto importanti. L ’ inevitabile vaghezza o l ’ imprecisione delle nostre ri correnti risposte non rende tali questioni meno importanti. Né me no degne di ragionevoli utopie di valore politico.

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