Transizione 1985
LE RECENTI LEGGI SULLA NUOVA DISCIPLINA DELLA CUSTODIA CAUTELARE E SULLE NUOVE COMPETENZE PENALI
Paolo Trombetti
Premessa Le leggi cosiddette del 1° agosto (in realtà promulgate tra il 27 ed il 31 luglio e recanti i numeri da 397 a 400) non sono accomu nate soltanto dal fatto di essere state tutte pubblicate sulla Gazzet ta Ufficiale di quel giorno: in realtà esse, pur affrontando proble matiche tra loro diverse ed apparentemente separate, rappresentano un tentativo di intervento coordinato sui tempi di durata e sul funzionamento dell ’ attuale processo penale, in attesa che l ’ invocato nuovo codice di procedura venga finalmente varato ed entri in funzione entro un periodo di tempo ragionevolmente breve. Il problema più urgente era senz ’ altro quello della riduzione dei termini della carcerazione preventiva, com ’ era allora definita l ’ attuale custodia cautelare (che il titolo della legge, non ancora spogliato del tutto della passata eredità, chiama « carcerazione cau telare »). Ma a tanto, per poco che fosse, non si poteva giungere con una semplice operazione aritmetica di diminuzione dei tempi di custodia, poiché a nessuno sfuggiva che la abnorme durata della carcerazione preventiva cui si era giunti nell ’ arco di un decennio (dai quattro anni del 1970 ai dieci anni e otto mesi del 1980) era una conseguenza diretta della disfunzione del processo e della sua altrettanto abnorme durata. Era pura demagogia o colpevole cecità, dunque, invocare una riduzione della carcerazione ante-processo senza nel contempo proporre interventi sul processo, tenendo ben presente, tra l ’ altro, che la situazione sociale (leggi: l ’ attacco della criminalità organizzata) e quella delle strutture giudiziarie sempre più obsolete e fatiscenti (la crisi della giustizia è in buona parte crisi organizzativa) non consentivano un intervento radicalmente 65
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