Transizione 1985
innovatore ma suggerivano di procedere con equilibrio e gradualità. Orbene, in tale situazione, non possiamo che consentire con le scelte del Parlamento che ha inteso creare le condizioni che consen tano alle Procure, agli Uffici Istruzione ed ai Tribunali di concen trare la loro attività sui più gravi delitti, sollevandoli dalla gran mole di lavoro rappresentata dai furti, dai falsi e dalle ricettazio ni, ora attribuiti alla competenza del Pretore. Ciò dovrà anche consentire l ’ allargamento di quell ’ imbuto rappresentato dal passaggio del processo dall ’ istruttoria al dibatti mento, che oggi conosce tempi lunghissimi e che invece potrà in futuro essere brevissimo, sì da evitare i rischi della scarcerazione per scadenza dei termini (problema che peraltro si riproporrà di certo in appello: ma di ciò parleremo più avanti) e sì da consentire una decisione di primo grado decentemente rapida. Dunque, l ’ obiettivo di assicurare una efficace risposta di giusti zia alla grande criminalità pare sufficientemente garantito, anche se il prezzo di tutto questo lo dovranno pagare i Pretori e le Corti d ’ Appello, sui quali è stato distribuito tutto il peso dei processi di cui i Tribunali sono stati alleggeriti. Così tracciato lo schema di base che consente una lettura coor dinata degli interventi legislativi di cui ci occupiamo, è opportuno che le relative normative vengano esaminate singolarmente. La nuova disciplina della custodia cautelare e della libertà provvisoria Al contrario di quella che vedremo esser stata l ’ accoglienza riservata alla legge sulle nuove competenze penali, la legge sui termini di custodia cautelare ha ricevuto ampi e pressoché generali consensi da parte della magistratura e della avvocatura, mentre nell ’ opinione pubblica e nei mass-media (la prima ovviamente sug gestionata — forse dovremmo dire plagiata — dai secondi) si è creato un allarmismo che per un po ’ ha fatto pensare a tutt ’ Italia che l ’ unica via di salvezza per la Nazione consistesse ormai nel bloccare questa legge scellerata. Sia chiaro: non sono prive di fondamento le preoccupazioni di chi teme che non tutte le posizioni processuali dei detenuti più pericolosi saranno state messe in pari con i termini di custodia
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