Transizione 1985

Pretore anche la competenza per gli omicidi colposi, come era invece inizialmente previsto e come la logica riformatrice avrebbe voluto. Certamente, nessuno nega che l ’ appesantimento ci sarà e sarà tale da impegnare i Pretori e gli uffici di cancelleria e segreteria in uno sforzo di non poco momento, ma non è possibile condividere le catastrofiche previsioni (che i più fanno con sincera preoccupa zione ma che altri preparano come alibi) di chi afferma che la meritoria attività giurisdizionale dei Pretori per la tutela dei cosid detti interessi diffusi o collettivi (lotta all ’ inquinamento, all ’ abusi vismo edilizio, ecc.) verrà affossata sotto il peso dei furti aggravati e dei turni d ’ udienza. È vero invece che, proprio per difendere la valorizzazione del giudice monocratico, occorre aprire subito un fronte di lotta che esiga ed ottenga in tempi brevi il potenziamento degli organici e delle strutture di supporto a questa legge, che consentano una nuova organizzazione del lavoro giudiziario adegua ta alle nuove competenze, per far fronte alle quali sempre più urgente si manifesta l ’ esigenza di ridisegnare circoscrizioni e man damenti, per una pur semplice — almeno sulla carta — razionaliz zazione logistica degli uffici giudiziari. Il problema più grave e difficile, a parere di chi scrive, riguar da invece l ’ attribuzione alla Corte di tutti gli appelli, contro le sentenze pretorili, sia per il loro numero (che si sommerà alle migliaia di pendenze già esistenti) sia per le materie specialistiche (urbanistica, prevenzione infortuni ed igiene del lavoro, inquina menti, ecc.) che i magistrati della Corte dovranno affrontare ex novo e sia, infine e soprattutto, perché quell ’ imbuto che si è allargato in primo grado alleggerendo i Tribunali rischia di ripro dursi — ed in misura più grave — in appello, dove il carico di lavoro renderà difficile, almeno in alcuni distretti, il rispetto dei tempi processuali di custodia cautelare proprio per quei processi contro la criminalità organizzata che rappresentano, come abbiamo visto, uno degli obiettivi privilegiati dal pacchetto di queste leggi riformatrici. Qui l ’ urgenza degli interventi sulle strutture, di po tenziamento e di miglior organizzazione, paiono ancora più urgenti, pena il fallimento del nuovo disegno di funzionamento del proces so. Va comunque detto che tale potenziamento, ancorché indi spensabile, non sembra sufficiente, tanto che da più parti (ed in special modo da parte della magistratura) si invoca il varo di normative disincentivanti gli appelli, per limitare quello che viene

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