Transizione 1985

manuali, e deve assolutamente conseguire un mutamento dell ’ at teggiamento dello stato nei suoi confronti. La storia del tradeunio- nismo è una storia costituzionale anche perché si focalizza sull ’ inte razione tra le unioni operaie e il sistema istituzionale. Non sarebbe possibile un rafforzamento dell ’ unionismo, né si potrebbe celebrare il suo matrimonio con la democrazia, se lo stato continuasse a volgersi ad esso con il viso dell ’ armi, se la legislazione avesse solo contenuti repressivi o vincolistici, se le istituzioni vedessero sempre e comunque nel sindacato un corpo estraneo. Ecco quindi che i Webb manifestano un interesse cruciale nell ’ illustrare come sia po tuto avvenire, nella vicenda britannica, il passaggio, nel giro di sessanta-settant ’ anni, da un ’ opposizione frontale dello stato alle ri chieste di organizzazione e di tutela dei lavoratori a un orientamen to pragmatico che rende probabile uno scambio tra i contenuti della contrattazione collettiva e quelli della legislazione. I Webb ci raffigurano la lotta delle unioni e la loro incessante pressione sull ’ apparato istituzionale come un ’ agitazione che mira a farle accette allo stato e a inserirle nella sua struttura. Il loro itinerario corrisponde in fondo alla marcia del progresso, che con duce a depurare il sistema liberale di molte delle sue scorie d ’ origi ne. I Combination Acts, che vorrebbero negare la legittimità giuri dica dell ’ organizzazione operaia, sono un residuo del passato, da condannare — ancor prima che per il fatto che ledono il principio di una libera rappresentanza — perché non possono bloccare l ’ e volversi della realtà, e sono perciò inefficienti. Il segreto del suc cesso della democrazia, così nello stato come nel sindacato, dipende in ultima analisi dalle ottime performances delle quali essa dà pro va: la democrazia non è solo il più giusto dei sistemi di governo o il più egualitario, ma il più efficiente. Dalla metà del secolo in avanti, lo stato inglese pare finalmente disposto a riconoscere alle unioni il diritto di esistere: esse hanno il merito di portare alla luce, e di gestire con metodi sottoposti alla verifica secondo prova ed errore, la catena di transazioni e di mediazioni sulle quali si fonda la società moderna. La rete degli scambi potrà così essere governata tanto meglio, con un controllo più sicuro ed efficace, quanto più sarà effettivamente rappresentata, attraverso soggetti istituzionali ufficialmente incaricati dei compiti della negoziazione. Il criterio dell ’ organizzazione delle identità collettive, se può appa rire come una minaccia a una cultura tesa alla salvaguardia delle garanzie individuali, giustamente ai Webb non sembra affatto in contrasto con l ’ utilitarismo e la tradizione benthamiana: le grandi

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