Transizione 1985

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la cornice costituzionale dello stato sociale e sindacale del domani. Eppure, la loro non è una delle innumerevoli riedizioni dell ’ utopia socialista. Ha avuto ragione Schumpeter (1954) a dire che quel che trattenne gli intellettuali fabiani, nonostante tutta la loro carica volontaristica, dal divenire degli utopisti, per farne invece dei ri formatori, fu la profonda sintonia con lo « spirito del tempo ». Ai Webb si può forse imputare l ’ incomprensione per il feno meno sociale del potere (Grendi, 1964), ma certo non hanno esita zioni quando si tratta di cogliere i segni che la presenza del movi mento sindacale va incidendo, già sul finire del secolo, sul tronco del sistema rappresentativo. Sono i primi a cercare di rendere con sapevole l ’ opinione colta del tempo che l ’ azione sindacale « non è un semplice incidente della fase attuale dell ’ industria capitalistica, ma ha una funzione permanente da adempiere nello stato democra tico ». Pur delineando un quadro in cui non sono pochi gli accenti di ammirazione per l ’ unionismo inglese, i Webb sono pronti ad ammettere che esso ha appena iniziato a esplorare le vie della de mocrazia là dove queste incrociano il percorso delle istituzioni poli tiche. Senza indulgere mai a visioni catastrofiche sui destini del capitalismo, pensano che l ’ intervento statale nell ’ economia sia l ’ av vio di un processo di socializzazione, magari lento e graduale ma di portata tale da richiedere una trasformazione dell ’ atteggiamento di tutte le classi. Alle unioni sindacali i Webb domandano, nel nome dei princìpi democratici che esse stanno interiorizzando, di dimettere linee di condotta obsolete come quelle ispirate a una difesa a oltranza degli « interessi consolidati » dei loro iscritti. Le barriere messe all ’ in gresso dei posti di lavoro, con la limitazione della manodopera specializzata o l ’ opposizione al cambiamento tecnologico, sono in antitesi, oltre che con l ’ efficienza industriale, con il regime demo cratico, che assegna eguali diritti ed eguali opportunità di impiego a tutti i lavoratori. Ma anche il metodo della contrattazione colletti va, che dovrà essere valorizzato dallo stato democratico, andrà su bordinato agli interessi della comunità: in concreto, i Webb so stengono l ’ arbitrato obbligatorio nei casi di sciopero e serrata. La soluzione dell ’ arbitrato prelude all ’ imposizione per legge del salario minimo, che ai Webb non pare in contrasto con le prerogative negoziali dell ’ unionismo. Mantenendosi sempre entro il raggio del- l ’ ormai imminente democrazia sviluppata, spiegano che al rappre sentante sindacale toccherebbe — in un sistema di contrattazione concertata — di giustificare le rivendicazioni di categoria con la

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