Transizione 1985
scritto — la federazione unitaria (vuoi sotto il centrosinistra, vuoi dopo la fine dei governi di solidarietà nazionale) « era la forma istituzionale di più alto profilo attraverso la quale l ’ opposizione politica di sinistra partecipava alla formazione di decisioni su que stioni fondamentali: quelle decisioni che, in parlamento come a livello dell ’ esecutivo, stentava ad influenzare direttamente con i- dentica efficacia, a causa della persistente conventio ad excluden- dum » \ Fattore di lacerazione, dunque. Tuttavia, non soltanto questo. In realtà, se cerchiamo di approfondirne ancor di più l ’ analisi, ci accorgiamo che il « decreto Craxi » si pone, rispetto al passato, in modo complesso ed ambivalente. I referenti vanno cercati, oltre che nei dati della costituzione formale e di quella materiale cui prima facevamo riferimento, anche nell ’ evoluzione sia dell ’ organiz zazione giuridica della contrattazione collettiva (soggetti, livelli, procedure e contenuti), sia della iniziativa sindacale in genere, soprattutto sul piano politico e dei rapporti con le istituzioni, quale abbiamo conosciuto dalla seconda metà degli anni ’ 70 in qua. Vanno cercati, quindi, nello stesso smisurato dilatarsi dell ’ area dell ’ intervento sindacale, che intreccia gli elementi dello scambio contrattuale con quelli dello scambio politico tanto a livello « mi- cro » — quando si tratti di incidere su processi di crisi aziendale che presentino particolare rilevanza in relazione alla situazione produttiva di un settore ed ai livelli occupazionali — , quanto, a più alto profilo, quando gli elementi di scambio politico si confer mano, come nel caso del protocollo d ’ intesa del 22 gennaio 1983, così poco esterni al mercato della contrattazione collettiva, da spie gare effetti anche sul piano causale del bilanciamento negoziale dei contrapposti interessi. Ma il fatto è che la nostra esperienza culmi na, almeno a livello nazionale, in un patto globale sanzionato dai vertici e non sostenuto da una effettiva verifica del consenso; un meccanismo di formazione trilaterale di decisioni politiche, che riguardano, per di più, anche problemi di carattere generale e non propri soltanto dei lavoratori subordinati (come, ad es., la materia fiscale o quella sanitaria), e pertanto questioni che interessano anche chi non è (o non si ritiene) adeguatamente rappresentato al tavolo contrattuale. Tale è stato il protocollo d ’ intesa dianzi ricorda to: considerato, dalle « parti sociali » e dall ’ esecutivo, come desti nato ad imporsi, per forza propria, su un parlamento immaginato quale uno scolaretto diligente. Ed allora la conclusione più plausi bile sembra questa: da un lato si generano (o almeno si preparano)
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