Transizione 1985
società a sopravvivere, contro e al di fuori delle stesse leggi eco nomiche.
4. Anthony Giddens (1983) ha recentemente sottoposto a cri tica il concetto di cittadinanza sociale nella classica definizione di Marshall, indicandone i limiti nell ’ aver considerato i diritti econo mici e sociali dei cittadini alla stregua del portato di un naturale processo di evoluzione, nell ’ averli assimilati ai diritti legali di liber tà individuale, nell ’ aver scorto nel welfare state un « fenomeno a senso unico », un ’ istituzione chiamata a uno sviluppo progressivo. Sono tutte osservazioni pertinenti, che fanno trasparire come quel lo di cittadinanza sociale sia un concetto espresso da una sociologia fortemente condizionata dall ’ analisi di alcune tendenze, frettolosa mente assunte come i caratteri peculiari di un ’ epoca storica. Mar shall scriveva nell ’ Inghilterra degli anni quaranta, in cui il laburi smo al potere sembrava voler sostanzialmente ribaltare i postulati liberistici e concorrenziali del capitalismo vittoriano. I rilievi di Giddens, invece, tendono a farci rammentare che nel processo di riconoscimento dei diritti di cittadinanza sociale — a cominciare dal diritto dei lavoratori a organizzarsi — proprio nulla è ottenuto in virtù di pacifica, lineare evoluzione, ma tutto — anche il più parziale degli avanzamenti — si conferma come l ’ esito di una lotta, di una tensione sociale derivante da un rapporto di forze che, proprio per questo, non può mai tradursi in una definitiva configu razione istituzionale. È vero: la cittadinanza sociale appare come una frontiera mobi le, che non può cristallizzarsi, diversamente dalla cittadinanza civile e politica, in istituti giuridici permanenti. Tuttavia, nella storia di ogni movimento di massa portatore di issues tipiche della cittadi nanza sociale, potremmo ravvisare una molteplicità di esempi che provano come, talora nella stessa mentalità collettiva dei loro mili tanti, questo circuito tra azione sociale, legislazione e istituzionaliz zazione sia giudicato necessario, come una specie di testimonianza visibile del buon esito di un processo di mobilitazione. Per conver so, si potrebbe constatare come lo stato abbia finito con l ’ assumere le sembianze di un ricettacolo neutro, capace sì di incorporare ogni trasformazione e ogni ampliamento delle funzioni pubbliche, ma, da parte sua, passivo, inadeguato a reagire sulla società e sulla compagine di classe che ha imposto il mutamento. Mentre sarebbe interessante osservare il feed-back che le modificazioni istituzionali 83
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