Transizione 1985

che strutturali sugli effetti della rendita differenziale nei confronti degli insediamenti terziari: verifiche che — lungi dal colpevolizzare la funzione urbana terziaria, o peggio la stessa occupazione del settore — mettevano invece chiaramente in luce come spesso l ’ in sediamento terziario venisse sollecitato, non già per soddisfare la funzione ed ospitare l ’ occupazione relativa, ma esclusivamente per realizzare una speculazione immobiliare. Le vicende del mercato edilizio si sono, dunque, incaricate di confermare puntualmente la validità delle critiche relative agli ef fetti patologici della rendita assoluta sulle espansioni periferiche indiscriminate e fortemente privatizzate. Ma gli effetti del nuovo corso del regime immobiliare — quello che favorisce massicciamen te lo sfruttamento delle posizioni differenziali — non sembrano ancora a tutti abbastanza evidenti per dimostrare altrettanto chia ramente la pericolosità di quest ’ ultimo: quanto meno per ciò che riguarda il terziario nelle città, perché gli effetti del boom turisti- co-edilizio incontrollato son già definitivamente e tristemente ma nifesti. È vero che nell ’ area milanese, dove la produzione di edilizia terziaria ha toccato il massimo livello, l ’ invenduto ha già raggiunto dimensioni ragguardevoli e questo rappresenta senz ’ altro un sinto mo preoccupante. Ma è anche vero che l ’ unico settore occupaziona le in continuo sviluppo nel Paese è quello terziario e ciò riverbera un ’ analoga e indiscriminata prospettiva di sviluppo sull ’ edilizia ter ziaria. È dunque necessario approfondire questa valutazione sem plicistica, chiarendo quali sono effettivamente i rapporti fra la struttura occupazionale e la struttura immobiliare nel settore ter ziario. Perché, ad esempio, la proliferazione eccessiva del terziario distributivo in Italia non può certo essere considerata positiva per l ’ economia, ma essa si manifesta tanto nel settore occupazionale, come in quello immobiliare: anzi, le rendite garantite dalla destina zione a negozio dei piani terreni degli edifici, non sono certo estra nee alla patologica proliferazione commerciale italiana. Quanto al terziario pubblico, difficilmente la costruzione di attrezzature socia li genera oggi consistenti rendite differenziali e la stessa cosa vale per gli edifici amministrativi, se non nei casi in cui l ’ immobile realizzato da privati viene acquistato a prezzi eccessivi dallo Stato o dagli Enti locali: il che, purtroppo, di questi tempi non succede poi tanto di rado. Comunque, la grande maggioranza delle operazioni speculative

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