Transizione 1985

differenziali avviene con la realizzazione di costruzioni direzionali, quelle destinate cioè ad uffici privati e a grandi attrezzature com merciali, ricreative e ricettive. Si tratta di edifici dei quali c ’ è og gettivamente una certa richiesta, ma in larga misura ciò avviene perché sono capaci di produrre alti redditi, da scaricare facilmente in modo diretto o indiretto sui consumatori e in genere sulla collet tività. In questo caso non è difficile attribuire all ’ operazione so vrapprezzi patologici e, d ’ altro canto, è fortissima la tendenza a mettere sul mercato una produzione assolutamente eccessiva di costruzioni direzionali, che poi non si riusciranno a collocare, se non con una qualche forma di assistenza pubblica. Lo stimolo differenziale è così forte che — come si è già ricor dato — la produzione di edifici direzionali tende a trasformare oltre i limiti tollerabili l ’ equilibrio già raggiunto dalle destinazioni urbane, con un elevato processo di concentrazione delle funzioni terziarie nelle aree interne e una corrispondente espulsione sistema tica ai margini della città delle funzioni meno redditizie, le indu strie e le residenze di più modesto livello economico. Il risultato complessivo è, dunque, quello di introdurre nei tessuti urbani tra sformazioni funzionali frequentemente assai negative, di accollare alla collettività il prezzo di forti quote di rendita e infine di pro durre edifici che spesso non saranno facilmente assorbiti dal merca to. Fra la crescita eccessiva e indiscriminata dell ’ edilizia terziaria e lo sviluppo economico di una città, non c ’ è dunque nessun rappor to di causa ed effetto: i settori dell ’ occupazione terziaria che me glio possono favorire lo sviluppo economico sono piuttosto quelli direttamente legati alla ricerca e alla produzione e questi il più delle volte non hanno nulla a che vedere con l ’ edilizia direzionale. Ciò non riduce invece l ’ importanza di molti altri edifici terziari: da quelli per il credito e la finanza, a quelli per le comunicazioni e i trasporti, tutti in qualche modo collegati con il nuovo assetto eco- nomico-tecnologico che sta assumendo rapidamente la società con temporanea. È al contrario il classico palazzo per uffici, destinato a indiscriminate funzioni amministrative e commerciali, che sembra meno capace di legarsi alle trasformazioni in atto e che troppe volte nasce esclusivamente dalla intenzione di speculazioni immobi liari. Ancora una volta, dunque, il parametro di lettura legato alle rendite urbane, che sono un fattore estraneo alla produzione, potrà essere utile per orientare le scelte di politica urbanistica, in modo 95

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