Transizione 1985

da selezionare più agevolmente le nuove funzioni terziarie, indi spensabili e strategiche per lo sviluppo economico e sociale di una città e di un territorio. In un periodo di arresto e spesso di contra zione demografica, quando la crescita per estensione della città le gata alle rendite assolute diventa inattuale e quando, invece, sono all ’ ordine del giorno le trasformazioni dei tessuti urbani esistenti, capire quali stimoli immobiliari siano prevalentemente indotti dalle rendite differenziali e quali abbiano, al contrario, lo scopo di ade guare la struttura produttiva e sociale della città, rappresenta un supporto analitico di valore certamente decisivo. 2. Trenta anni di crescita urbana In preparazione al Progetto preliminare di nuovo Piano regola tore a Bologna è stato condotto, per la prima volta in Italia, un accurato bilancio critico dello sviluppo urbanistico, attraverso l ’ a nalisi dettagliata dei suoli che nei tre ultimi decenni sono passati dalla destinazione agricola alle nuove destinazioni urbane. E questi elementi della struttura immobiliare sono stati incrociati con le informazioni statistiche già note, ad esempio con quelle delle strut ture insediativa e occupazionale del capoluogo e della cintura comprensoriale. Il risultato di questa doppia lettura, se risulta lar gamente positivo per quanto riguarda i caratteri propriamente ur banistici della trasformazione, sembra fornire una valutazione sod disfacente anche per quanto riguarda il parallelo andamento occu pazionale dell ’ area vasta bolognese. L ’ analisi sulla crescita urbana è stata realizzata risalendo ai sin goli interventi pubblici e privati e, specialmente per gli ultimi venti anni, ha quindi una attendibilità assai prossima alla sicurezza: e ciò mentre le rare operazioni analoghe condotte in Italia andando a ritroso nel tempo, sono state effettuate attraverso la interpretazio ne di carte geografiche datate e presentano di conseguenza larghis simi margini di incertezza. Suddiviso il territorio comunale nelle due grandi categorie del non urbanizzato e dell ’ urbanizzato, que st ’ ultimo è stato a sua volta distinto in « insediamenti » e « servi zi »: gli insediamenti — suddivisi in pubblici o privati e per quar tiere — sono distinti in « prevalentemente residenziali » e « preva lentemente industriali », includendo i primi anche commercio e uf fici, i secondi anche depositi e magazzini. I servizi sono suddivisi in « aree per attrezzature » e « aree per la mobilità »: le prime sono

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