Transizione 1987
vo meccanismo di controlli equilibrati. Con l ’ affermarsi del princi pio di responsabilità politica del governo verso il parlamento (go verno parlamentare) sfuma la funzione di controllo e si accentua quella di tutela per i cittadini nei confronti di un cattivo uso del potere amministrativo. Si tratta di una figura cui è stato dato il nome di “ magistratu ra di persuasione ” in quanto, mentre in generale le è riconosciuta un ’ ampia capacità ispettiva, essa è assolutamente priva di ogni potere sanzionatorio. È una figura che agisce al di fuori della sfera dei mezzi di tutela giuridica degli interessi: è infatti del tutto e- stranea alla sfera di rimedi giurisdizionali e contenziosi, né si sosti tuisce alla potestà inquirente. La figura del difensore civico è stata introdotta in Italia solo a livello regionale — la Regione Emilia-Romagna con legge n. 37 del 1984 — con risultati tutto sommato modesti, dovuti forse al fatto che proprio la funzione di “ organo di giustizia ” interlocutore dei pubblici poteri che doveva costituirne la originalità non è riu scita a svilupparsi ed è prevalso probabilmente l ’ elemento dell ’ as senza di poteri concreti. Sarebbe criticabile negare a priori la possibilità di utilizzare anche questo strumento. Bisogna infatti partire dalla consapevolez za che siamo ancora molto lontani dal poter affermare che cittadini e amministrazione operano ad armi pari e debbono essere ricercati tutti i mezzi che fanno compiere passi in avanti in questa direzio ne. Si tratta però di avere ben presente che gli strumenti di corre zione affidati ad organismi esterni, se isolati da un ’ iniziativa co stante di autoriforma dell ’ amministrazione, possono dimostrarsi armi spuntate, prive di efficacia reale e, anzi, aumentare i rischi di “ schiacciamento ” del personale politico sugli apparati, che si produce facilmente come reazione quasi naturale all ’ intrusione di “ corpi estranei ” . In qualche modo potrebbero apparire come ten tativi di bilanciamento del potere amministrativo, nati dalla con vinzione della velleità delle idee di riforma oppure, peggio, opera zioni propagandistiche tese a celare la incapacità di agire con strumenti più efficaci. 3. Le proposte dell'amministrazione comunale di Bologna I temi fin qui trattati hanno disegnato il campo di lavoro della 103
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