Transizione 1987
commissione nominata dal Consiglio comunale di Bologna e coa diuvata da esperti esterni all ’ amministrazione. Al termine di una prima fase di discussione si è giunti alla comune convinzione — pur nella diversità dei punti di vista e di soluzioni prospettate su singoli temi — di presentare al confronto con gli organi e gli apparati del Comune una proposta di regolamento per disciplinare in maniera unitaria i tre ordini di problemi già individuati. Solu zione, questa, che può prestare il fianco a più di una critica, prima fra tutte quella che ognuno dei temi è di per sé così denso da poter dar forma ad autonomi provvedimenti. In più, i livelli di complessità e di connessione con l ’ agire quotidiano dell ’ ammini strazione sono diversi e potrebbero comportare tempi di attuazione delle norme. Con questa consapevolezza è parso ugualmente preferibile en fatizzare — almeno in una prima fase — l ’ intreccio dei problemi e la necessità di affrontarli agendo con una pluralità di strumenti. In concreto, il limite maggiore del lavoro svolto è stato probabilmen te quello di avere descritto in un atto normativo le specifiche funzionali del circuito informativo, senza un riscontro esauriente sotto il profilo organizzativo. Il risultato più significativo, invece, più che sul piano dei risultati tangibili, sta nella acquisizione di un background comune nella discussione. Vale forse la pena, in ultimo, richiamare le difficoltà incontra te e i nodi concettuali ancora non risolti. a. Innanzi tutto, sull ’ accesso ai documenti deH ’ amministrazio- ne e, più in generale, sull ’ estensione del diritto di informazione ai cittadini, si è lavorato, avendo ben presente il progetto di legge Nigro, più volte richiamato. In una situazione di non chiarezza quanto alla portata del vincolo del segreto di ufficio, si è tentata una classificazione dei documenti (e non solo dei provvedimenti in senso formale) tale da consentire la più ampia conoscenza possibile di quella che è l ’ attività amministrativa, senza però aumentare il contenzioso sul singolo caso e gravare di oneri e costi eccessivi la amministrazione stessa. Non sarebbe ipotizzabile né accettabile infatti, una continua ingerenza dei cittadini nella attività della amministrazione pubbli ca. D ’ altra parte è ormai sempre più evidente in tutti i campi la difficoltà a conoscere “ l ’ offerta ” di informazione, riuscire a operare senza una selezione utile a isolare le informazioni interessanti per il caso di specie. 104
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