Transizione 1987
LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI INDUSTRIALI IN ITALIA
Walter Ganapini
1. Ueliminazione dello scarico incontrollato dei rijiuti industriali nelPambiente Negli ultimi anni è venuta via via emergendo, a livello interna zionale e nazionale, la centralità della questione «smaltimento dei rifiuti industriali» nell ’ ambito di politiche attive di prevenzione e risanamento ambientale. Dalla seconda metà degli anni ’ 70 ci si è resi conto che tali residui, per qualità intrinseca e per quantità prodotte annualmente, rappresentano di fatto l ’ emergenza più preoccupante nel contesto di una situazione ambientale fortemente degradata quale è quella delle società industriali avanzate e post industriali. Arretratezze culturali diffuse ed ingenti interessi eco nomici hanno impedito per lungo tempo l ’ avvio di politiche ade guate, di prevenzione e terapia, lasciando aperto il campo a prati che dissennate di rilascio incontrollato dei residui solidi e liquidi industriali direttamente nell ’ ambiente (suolo, corsi d ’ acqua). In molti punti, sul territorio nazionale, tali pratiche hanno con dotto a fenomeni cronici, quando non prolungatamente acuti, di contaminazione che, dai recettori naturali primari, si è venuta tra sferendo, concentrandovisi, nelle catene alimentari fino a raggiun gere l ’ uomo, contribuendo in misura non secondaria al diffondersi di patologie, anche molto gravi, nelle popolazioni interessate. È venuto perciò il momento, come testimonia la migliore elaborazio ne internazionale (OCSE, UNEP, UNECE, CEE), di affrontare in modo razionale il problema, scegliendo un ’ ottica di approccio non settoriale, pena l ’ attivazione di interventi a bassissima probabilità di successo. Non si può più delegare, in modo dissennato, al fitto sottobosco 5
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