Transizione 1987

conclusioni riprese e sviluppate dalla Commissione delle Comunità Europee. In tale contesto, ciò che appare importante non è tanto discutere di tecnologie finali di trattamento in astratto, quanto piuttosto capire, attraverso un approccio di tipo sistemico, se la soluzione tecnica che si va a proporre al problema è coerente con la elaborazione comunitaria, recepita finalmente con chiarezza nella legislazione nazionale attraverso il DPR 915/82, la cui assunzio ne di base consiste nella constatazione della necessità strategica di una transizione epocale da modelli dissipativi a modelli conservati vi, per quanto concerne l ’ utilizzo delle risorse da parte degli inse diamenti umani. Un tale assunto porta a vedere residui e sottoprodotti non come problema a se stante, quasi da rimuovere sul piano psicologico, quanto piuttosto come tematica all ’ interfaccia fra i tre grandi setto ri strategici su cui si giocano le prospettive dello sviluppo: alimen tazione, energia, materiali. I rifiuti vengono così a costituire una porzione non irrilevante del flusso di energia, materia e informa zione che emerge dalla schematizzazione che del ciclo di uso delle risorse può essere tentata nel modo descritto qui sotto:

Approcci settoriali sin qui sperimentati ripetutamente non han no neppure condotto ad una adeguata comprensione del sistema di relazioni che lega i tre sottoinsiemi sopra schematizzati. Il livello di degrado determinato dall ’ assenza o dalla lacunosità della program- 7

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