Transizione 1987

inazione dei cicli di smaltimento induce a sottolineare come ormai indilazionabile la scelta di un approccio di tipo sistemico, capace di comprendere unitariamente il ciclo e di facilitare l ’ intervento sulla complessa rete di flussi che lega ambiente, struttura di produzione delle merci e struttura di consumo. È la carenza di un tale approc cio che ha portato a veicolare e tuttora veicola un carico di conta minazione elevato verso l ’ ambiente naturale e costruito. Obiettivo primario di pianificazione diviene la minimizzazione dei flussi B ed E e la massimizzazione del flusso D. Definito con chiarezza l ’ obiettivo, si comprende come la strategia di intervento in materia di rifiuti industriali non possa non articolarsi secondo i livelli seguenti: a) elaborazione di nuove normative concernenti i materiali; b) adozione di tecnologie industriali a bassa o nulla produzione di rifiuti; c) pianificazione per bacini territoriali dei cicli di raccolta, tra sporto e trattamento dei rifiuti industriali; d) innovazione tecnologica nel campo del trattamento, con re cupero di energia e materiali, dei rifiuti industriali; e) predisposizione di strumenti gestionali e finanziari a supporto del conseguimento degli obiettivi indicati dalla pianificazione; /) aggiornamento delle normative in campo ambientale e sanita rio e predisposizione di adeguate strutture di controllo e monito- raggio; . . ... . . : g) sviluppo di adeguate azioni di formazione ed informazione. In sintesi, per quanto concerne i punti a), b), d), e), si possono individuare le seguenti aree prioritarie sul piano operativo: 1. Occorre, sulla scorta del « Decreto Altissimo » ed accogliendo anche proposte provenienti dal mondo imprenditoriale, approntare nuove normative circa i materiali e le merci da immettere sul mercato. Secondo il dettato del DPR 915/82 si debbono pro muovere prodotti ad alto indice di recuperabilità, disincentivando la diffusione di materiali compositi, difficilmente smaltibili in mo do ambientalmente accettabile e caratterizzati quasi sempre da ele vati costi energetici di produzione. Al contempo, si ravvisa la necessità di protocolli sperimentali normalizzati per la verifica preventiva dei nuovi materiali, con particolare attenzione ai nuovi composti chimici, secondo quanto 8

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