Transizione 1987
1. creazione di un servizio unico, con forte presenza pubblica, di raccolta/trasporto a livello nazionale, articolato per sub-aree pro vinciali, che convogli i residui prodotti a scala artigianale o a quella di grande complesso industriale verso uno o più centri di tratta mento (esperienza danese di Kommunekernì)\ 2. predisposizione di aree di stoccaggio controllato da parte del la pubblica amministrazione, che non interferisce né sulla fase di raccolta/trasporto né su quella di trattamento, se non nei termini istituzionali di sua competenza (controllo di emissioni, ecc.). Nella realtà italiana appare maggiormente praticabile la seconda ipotesi, eventualmente sorretta da una forte integrazione tra pre senza privata e pubblica: particolare attenzione andrebbe posta alla possibile destinazione ad impianti di stoccaggio controllato di tutti quegli stabilimenti industriali, in particolare petrolchimici, in via di dismissione, ma caratterizzati da una enorme disponibilità di con tenitori utilizzabili come depositi di residui industriali in vista di fasi successive di trattamento o reimpiego. Dovrebbe poi farsi stra da l ’ idea di recuperare le centinaia di ricercatori che i grandi gruppi chimici hanno espulso dai laboratori di ricerca (Istituto Donegani, Lab. Eniricerche di Monterotondo, ecc.) per valorizzarne le compe tenze all ’ interno di programmi di ricerca mirati alla messa a punto di tecnologie nazionali nel campo del recupero o dello smaltimento delle principali categorie di rifiuti tossici e nocivi. È opinione dif fusa che poche decine di miliardi a supporto di azioni finalizzate in tal senso, eventualmente gestite pariteticamente da CNR, ENEA, Ist. Sup. Sanità ed associazioni imprenditoriali, potrebbero deter minare ricadute di enorme interesse anche dal punto di vista eco nomico. 3. L'assetto normativo di riferimento La situazione legislativa del nostro paese in materia di rifiuti solidi urbani e tossici e nocivi si è avviata verso un progressivo adeguamento alla realtà comunitaria a seguito della emanazione del DPR 915/82, i cui principi generali stabiliscono che: a} deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, l ’ inco lumità, il benessere e la sicurezza della collettività e dei singoli; 12
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