Transizione 1987

b) deve essere garantito il rispetto delle esigenze igienico-sanita- rie ed evitato ogni rischio di inquinamento dell ’ aria, dell ’ acqua, del suolo e del sottosuolo, nonché ogni inconveniente derivante da rumori ed odori; (?) devono essere salvaguardate la fauna e la flora e deve essere evitata ogni degradazione dell ’ ambiente e del paesaggio; d) devono essere rispettate le esigenze di pianificazione econo mica e territoriale; e) devono essere promossi, con l ’ osservanza di criteri di econo micità ed efficienza, sistemi tendenti a riciclare e riutilizzare i rifiu ti o a recuperare da essi materiali ed energia. Devono essere favori ti sistemi tendenti a limitare la produzione dei rifiuti. Il Decreto indica pei le competenze di Stato, Regioni, Province e Comuni. Allo Stato competono le funzioni di indirizzo, promo zione, consulenza e coordinamento delle attività connesse con l ’ at tuazione del Decreto; alle Regioni competono, sentiti i Comuni, l ’ elaborazione, la predisposizione e l ’ aggiornamento dei piani di smaltimento, nonché l ’ importante funzione di autorizzazione ad impiantare ed effettuare l ’ attività di smaltimento. Le Province so no incaricate della funzione di controllo delle attività di smaltimen to, attraverso gli organi tecnici di difesa ambientale operanti presso le Unità Sanitarie Locali ed i Presidi Multinazionali di Prevenzio ne. Ai Comuni spetta di gestire, singolarmente o attraverso apposi ti consorzi con altri Enti pubblici o operatori privati, i servizi di smaltimento, dalla adozione delle norme che lo disciplinano fino all ’ effettuazione del medesimo, anche attraverso le Aziende Muni cipalizzate. Il dettato del legislatore pone, in sostanza, le premesse per una qualificata modernizzazione delle attività di igiene urbana nel no stro paese, mirando a favorire un adeguamento alle migliori espe rienze internazionali e promuovendo anche l ’ agevolazione finanzia ria di supporto agli interventi ed ai programmi consoni con lo spirito della legge. La complessa realtà rappresentata dai rifiuti speciali, così come definiti dal DPR 915/82, impone uno sforzo programmatico a livello regionale che richiede tempi lunghi e investimenti di notevo le entità, a fronte delle urgenze che scadenze di legge e realtà operative vivono quotidianamente. Qualsiasi tipo di approccio con i rifiuti speciali, sia esso programmatico o operativo, comporta 13

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