Transizione 1987

anzitutto, a differenza dei RSU, alcune difficoltà obiettive conse guenti a caratteristiche ad essi peculiari, qui di seguito elencate, che spiegano il grado di approssimazione e di complessità di qual siasi elaborazione in merito: a) la eterogeneità dei rifiuti speciali Il regolamento di attuazione del DPR 915/82 prevede per i rifiuti tossici e nocivi una classificazione in cinque categorie, in funzione delle concentrazioni dei contaminanti tossici in essi conte nuti; nell ’ ambito di queste cinque categorie sono indicate ben 28 famiglie di composti. È inoltre previsto un periodico aggiornamen to di tale classificazione. Dal punto di vista dei processi e delle lavorazioni, il suddetto regolamento individua ancora quattro grandi classi di processi tecnologici da cui derivano i rifiuti specia li; si va da rifiuti provenienti dai processi di clorurazione degli idrocarburi, alle ceneri e scorie da inceneritori di rifiuti speciali, tossici e nocivi, alle code di distillazione, peci e soluzioni esauste, ai solventi esausti, ai fanghi e melme di origine industriale. L ’ ete rogeneità sussiste anche sotto il profilo morfologico e dello stato fisico dei residui: liquidi, solidi, fanghi. b) la difficoltà di classificazione Sussistono difficoltà rilevanti in materia di criteri di assimilabili- tà dei rifiuti speciali agli urbani, mentre si è in presenza di proce dure di classificazione diverse ai fini della raccolta e del trasporto, rispetto a quelle previste ai fini del trattamento finale. c) le tecnologie di trattamento A parte la obiettiva difficoltà di manipolazione dei rifiuti indu striali, legata ad evidenti problemi di compatibilità chimica, esisto no alcune tecnologie di trattamento di sufficiente affidabilità nel l ’ immediato, ma che richiedono verifiche serie e rigorose per quan to concerne l ’ efficacia del trattamento nel medio-lungo termine (stabilità dei prodotti, fenomeni di rilascio, ecc.). Da tutto ciò consegue che non può esistere un unico sistema generale per il trattamento di qualsiasi tipo di rifiuto speciale; ci si deve invece orientare verso la messa a punto di tecnologie differenti, in grado di smaltirne singolarmente alcune classi. Se nel caso dei RSU la scelta della tecnologia di smaltimento non è condizionata in termini assoluti dal tipo di rifiuto, quanto piuttosto dalle condizioni al 14

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