Transizione 1987
la base di dati che si va organizzando rappresenti quanto di meglio si possa oggi reperire. Si tenga infatti conto della alcatorietà che comunque caratterizza lo stato dell ’ informazione a livello interna zionale: la fonte più affidabile appare l ’ OCSE che, nel suo ultimo rapporto sullo stato dell ’ ambiente al 1983, indica in 1 miliardo di tonnellate l ’ ammontare dei rifiuti industriali prodotti nei paesi membri dell ’ organizzazione, a fronte di 350 milioni di tonnellate di residui urbani. La produzione di rifiuti industriali deriva per il 49,3% dal settore primario degli USA, mentre il 32,5% è di origine europea ed il 18,2% di provenienza OCSE-Pacifico. Dei mille mi lioni di tonnellate di residui industriali, ben trecento vengono clas sificati come pericolosi (268 USA, 24 Europa, 8 OCSE-Pacifico). La procedura di pianificazione, una volta censiti siti di produ zione e quantità e qualità dei rifiuti prodotti, dovrebbe essere mirata alla definizione dei bacini territoriali ottimali ai fini di una razionale politica di smaltimento controllato. Le variabili da consi derare nella fase di bacinizzazione sono principalmente costituite dalla accessibilità dei siti (distanze tra insediamenti produttivi e baricentro di bacino, stato delle infrastrutture viarie, orografia, ecc.), dalla complessità dei residui da trattare a fronte dello stato delle tecnologie effettivamente provate disponibili (efficacia del processo, costi di investimento e gestione, ecc.). Per i bacini individuati dovranno poi essere predisposti scenari tecnologici di trattamento alternativi, completi di valutazioni di fattibilità tecnico-economica, di impatto ambientale ed analisi e- nergetica di ciclo. Mentre si procede alla messa a punto del catasto dei rifiuti industriali e delle procedure semplificate di pianificazio ne, alcuni interventi di breve termine possono essere evidenziati sin d ’ ora, purché vengano concepiti come mera fase transitoria e comunque funzionali e coerenti rispetto alla strategia di piano. d) Rapporto sulla situazione esistente a livello regionale Ogni amministrazione regionale dovrebbe disporre elaborati re lativi ad impianti in esercizio, in via di realizzazione o in progetto. Dei parametri principali relativi a ciascuna di tali preesistenze dovrebbe essere predisposta una scheda di riferimento (capacità di trattamento e stoccaggio, potenze installate, numero di addetti, localizzazione, strumentazione di controllo e gestione, ecc.).
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