Transizione 1987

b) Analisi dei dati ISTAT, su base regionale, relativi ai comparti produttivi I nastri ISTAT possono portare, regione per regione, alla identi ficazione delle attività produttive e della produzione per addetto, categoria per categoria. In base a tale informazione ed alla lettera tura si può procedere ad una prima classificazione dei rifiuti in base ai seguenti parametri caratteristici: — composizione chimica e merceologica; — ciclo produttivo di provenienza; — aspetto fisico; — grado di facilità di movimentazione e trasporto; — grado di omogeneità; — caratteristiche chimico-fisiche (potere calorifico, densità, so lubilità, esplosività, tossicità, ecc.); — degradabilità nel tempo e nell ’ ambiente; — possibilità di riciclaggio all ’ interno del ciclo di produzione originario o in cicli diversi. c) Stato dell'arte delle tecnologie di smaltimento È necessario predisporre un ’ aggiornata rassegna delle tecnologie attualmente disponibili ai fini di un corretto trattamento dei rifiuti industriali. Di ogni tecnologia dovrebbero essere descritti:

— affidabilità tecnica; — impatto ambientale; — flessibilità e modularità; — superfici impegnate; — consumi e recuperi di materie ed energia; — costi di esercizio; — costi di impianto; — problemi gestionali; — tempi di realizzazione dell ’ impianto.

Queste prime azioni dovrebbero portare alla individuazione, re gione per regione, di pochi siti da adibire a stoccaggio provvisorio e rigorosamente controllato dei residui industriali, in attesa della stesura dei piani definitivi di smaltimento: come ricordato in pre cedenza, andrebbe favorito il riutilizzo di contenitori industriali dismessi e muniti di grandi recipienti di deposito. I siti dovrebbero naturalmente essere analizzati sotto il profilo

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