Transizione 1987

LA CULTURA DEI DIRITTI QUOTIDIANI *

Laura Balbo

Il contesto europeo nel secondo dopoguerra, in riferimento all ’ esperienza del welfare state, è stato caratterizzato da condizioni strutturali, vicende istituzionali, movimenti collettivi e pratiche della vita quotidiana che cercherò qui di analizzare. Uno dei tentativi più interessanti di costruire uno schema delle variabili rilevanti rispetto al sistema che chiamiamo appunto wel fare state è stato compiuto da Hugh Heclo. Due aspetti sono parti colarmente interessanti per la nostra analisi: innanzitutto, Heclo considera la costruzione del welfare state come un processo che si è snodato nell ’ arco di diversi decenni (o meglio, ormai, di oltre un secolo), esplicitando l ’ importanza della dimensione storica; e indi vidua come pertinenti più livelli: le modalità dell ’ intervento poli tico, le condizioni complessive e gli attori coinvolti, e le diverse sfere dell ’ economia, della politica, della politica sociale, delle scelte di valore. Per quel che qui intendo argomentare vanno colti ap punto i diversificati aspetti, le interrelazioni tra sfere e piani di versi. Questo schema, cioè, rende immediatamente visibili le molte dimensioni rilevanti, mentre troppo spesso la complessa costruzio ne del welfare state viene letta in modo riduttivo e appiattito. Ma pur prendendolo come punto di partenza, è, come dire, ciò che rimane fuori da questo schema ad interessare maggiormente: i soggetti, individuali e collettivi, che agiscono nella società civile; le strategie messe in atto in relazione alle politiche dello stato e dei soggetti istituzionali, in modi interstiziali, meno visibili, o anche * Versione ridotta di un saggio pubblicato in Time to Care. Politiche del tempo e diritti quotidiani, Milano, Franco Angeli. 15

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