Transizione 1987
può prevedere un ruolo dell ’ ERVET quale interfaccia tra realtà imprenditoriali e centri di ricerca ed istituti universitari, allo scopo di realizzare momenti di sperimentazione e dimostrazione comune; — un ruolo, sempre dell ’ ERVET, di collegamento ed interfaccia tra le imprese acquirenti di tecnologie innovative ed imprese for nitrici, dopo aver provveduto all ’ individuazione delle soluzioni che offrono maggiori garanzie nell ’ impiego. Un secondo obiettivo è costituito dal miglioramento della capaci tà degli impianti di depurazione di abbattere il carico inquinante, migliorandone altresì il rapporto costi/efficienza, e giungendo in generale ad un livello di costi sopportabile per l ’ attività di tutela ambientale, garantendo in ogni caso gli standard di qualità igieni- co-ambientale previsti dalla normativa. Un terzo obiettivo è costituito dalla qualificazione delle imprese emiliano-romagnole che già operano in campo ambientale e dal sostegno alla nascita, in questo settore, di nuove iniziative im prenditoriali. In particolare si ritiene che in Emilia-Romagna vi sia, in questo settore, un problema di completamento del ciclo produt tivo, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione delle parti a tecnologia più avanzata. Inoltre si ritiene vi siano in Emilia-Ro magna le condizioni per lo sviluppo delle tecnologie e delle produ zioni relative ai sistemi di rilevazione e controllo automatico delle condizioni ambientali e del funzionamento degli impianti di disin quinamento. Nella realizzazione di questo progetto si prevedono alcune fasi distinte e di diversa difficoltà operativa. Vi è una parte che attiene in generale ad una funzione di trasferimento di informazioni e conoscenze dell ’ apparato produttivo e delle singole imprese per metterle in grado non solo di affrontare meglio i problemi dei rifiuti e degli scarichi, ma anche e soprattutto di agire sulle tecno logie produttive. Vi è una seconda parte del progetto che tende a costruire un meccanismo per poter fornire incentivi alla realizza zione di progetti pilota nel campo delle tecnologie ambientali. Non ci nascondiamo che questa è, per molti aspetti, la parte che presen ta maggiori difficoltà dal punto di vista tecnologico, organizzativo e finanziario. Tuttavia, in numerosi paesi stranieri si è seguita, anche con un certo successo, la via del sostegno alla realizzazione di progetti pilota. D ’ altra parte questo sistema è quello oggi preferito dalla stessa Comunità Europea negli interventi in questo campo. Per questo poniamo questo tipo di intervento come una delle sfide
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