Transizione 1987

« QUESTIONE BIOLOGICA » E MORALE CATTOLICA. UNA DISAMINA FILOSOFICA DELLA « ISTRUZIONE RATZINGER » *

Maurizio Mori

1. Breve introduzione storica al dibattito sulla moralità della fe condazione artificiale Sin dai tempi più antichi, teologi e canonisti hanno considerato il caso di concepimenti avvenuti senza il congiungimento carnale di marito e moglie. Già molto tempo prima che Spallanzani nel 1778 compisse i primi esperimenti scientifici di fecondazione artificiale con animali, c ’ erano posizioni favorevoli all ’ idea che tale eventuali tà potesse verificarsi « sive natura, sive arte, sive ope daemonis » ! . Nonostante il parere contrario di taluni, sostenuta dall ’ autorità di Tommaso d ’ Aquino, tale possibilità fu attentamente esaminata dal la dottrina teologica la quale, di fronte al problema se anche in tal caso il matrimonio fosse da considerarsi valido o no, « non esitò a risolvere concordemente questa ratio dubitandi in senso afferma tivo » 2 . Forse perché la sententia communis, indiscussa e indiscutibile, era favorevole alla pratica, quando nel XIX secolo la fecondazione artificiale divenne una questione concreta, i teologi si trovarono divisi. A. Eschbach, il primo a considerare la questione nella nuova prospettiva, sostenne che la fecondazione artificiale « è lecita solo se si tratta di seme di marito e ottenuto non onanisticamente o per masturbazione » 3 . Ma due teologi italiani, A. Ballerini ed E. Be- rardi, diedero un giudizio positivo, sostenendo che la masturbazio- * Alcune interessanti discussioni col collega e amico professor Fausto Regis e la sua cordiale collaborazione nell ’ insegnamento all ’ istituto Magistrale « S. Anguissola » di Cremona hanno favorito la stesura di questo lavoro, che non sarebbe mai stato scritto senza la pressione di Maurizio Viroli e Nadia Urbinati. Ad essi va il mio più sincero ringraziamento. 47

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