Transizione 1987

ne all ’ interno del matrimonio e finalizzata alla procreazione non era intrinsecamente illecita 4 . Le discussioni teologiche e mediche di fine secolo sollecitarono il decreto del 24 marzo 1897, in cui il Sant ’ Uffizio al sintetico quesito: «se sia lecita l ’ inseminazione artificiale della donna », rispose con un reciso « Non licere ». Tale decreto portò ad « un completo cambiamento d ’ opinione » 5 rispet to alla sententia communis, capovolgimento che comunque si è avuto non per ragioni « di ordine logico, quanto per motivi di moralità pratica » 6 . Non conoscendo le ragioni che giustificavano il decreto (saranno rese note solo nel 1997), i teologi avanzarono varie proposte al riguardo: in un primo tempo prevalse l ’ opinione che la fecondazio ne artificiale fosse in sé lecita, e che illecito fosse (solo) il mezzo per procurarsi il seme maschile 7 . Per superare questo ostacolo, A. Vermeersh negli anni Venti propose un mezzo lecito, cioè la pun tura dell ’ epididimo che non comporta l ’ uso delle facoltà sessuali 8 . Ma proprio in quegli anni i moralisti cominciarono a sostenere che la fecondazione artificiale è illecita non a causa del mezzo, ma in sé, in quanto intrinsecamente contraria all ’ ordine matrimoniale 9 ; an che in questo caso, comunque, sembra che il cambiamento di opi nioni circa la giustificazione del divieto sia dipeso da fattori « e- sterni » alla questione specifica 10 . Fino alla Seconda guerra mondiale, comunque, la discussione in materia coinvolse solo un ristretto numero di « addetti ai lavo ri » n . Ma le voci secondo le quali numerosi militari americani dal fronte avevano inviato il proprio seme alle mogli, mentre in gene rale ben ventimila bambini erano nati grazie alla nuova pratica, posero il problema al centro dell ’ attenzione suscitando nuove pro poste e rinnovando il dibattito teorico. In questo contesto si collo cò la presa di posizione di Pio XII, il quale intervenne in materia nel 1949, e ancora nel 1951, 1956 e 1958. Ci sono problemi circa l ’ interpretazione dei discorsi papali, ma si può dire che anche se non ha vietato ogni forma di fecondazione artificiale, Pio XII ha favori to la posizione « restrittiva » 12 . La questione sembrava definitiva mente chiusa B , quando la generale esigenza di « aggiornamento » e la mancata presentazione al Concilio Vaticano II di un documento di esplicita condanna in materia suscitarono nuove speranze e stimo larono una ripresa del dibattito 14 . In anni più recenti, infine, lo sviluppo di nuove tecnologie ri produttive come la FIVET (la fe condazione in vitro con trasferimento di embrioni) ha aperto pos 48

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