Transizione 1987

sibilità del tutto nuove sollevando un gran numero di problemi. Così attualmente quello della fecondazione artificiale è il principale problema bioetico in discussione, che mostra una notevole varietà di posizioni anche tra i teologi 15 . A novanta anni dal decreto del Sant ’ Uffizio, l ’ il marzo 1987, la Congregazione per la dottrina della fede ha presentato un ’ ampia Istruzione in cui si esaminano i vari problemi della fecondazione artificiale, distruzione, intitolata « Il rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione », è composta da tre parti precedute da una introduzione e una premessa 16 . Nella premessa sono illustrati i motivi che hanno portato al documento; nella introduzione sono esposti i principi etici che giustificano le rispo ste date ai vari problemi; nella prima e seconda parte, attraverso una serie di domande e risposte, sono esaminati rispettivamente il problema del rispetto dovuto agli embrioni umani e quello della fecondazione artificiale; nella terza parte, infine, sono considerati i problemi concernenti i rapporti tra morale e diritto. Mentre il decreto del Sant ’ Uffizio non aveva dato alcuna giusti ficazione della sentenza, mostra una viva e costante preoccupazione di esplicitare le ragioni e i principi che motivano le risposte date ai vari problemi. Questo fatto facilita la disamina filosofica che intendiamo compiere nelle prossime pagine, e che prende in esame soprattutto la correttezza logica degli argomenti e il valore « razionale » delle proposte, indipendentemente dall ’ auto rità da cui queste provengono. Tale metodo di indagine può appa rire poco consono ad un documento teologico, che presenta anche argomenti di altro tipo, su cui non diremo nulla. D ’ altro canto, non va dimenticato che la « rivoluzione riproduttiva » (e più in genera le la « rivoluzione biologica ») investe tutti, e che le divergenze su questi temi sono tanto nette e profonde da far pensare che siamo agli inizi di una vera e propria « questione biologica » che avrà influenze notevoli sugli assetti sociali e più in generale sul futuro dell ’ umanità. Proprio per questo distruzione può e deve essere esaminata da un punto di vista (meramente) filosofico e razionale, al fine di chiarire la natura dei problemi in discussione e di valuta re la correttezza e la forza delle varie soluzioni proposte. In questa prospettiva, limiteremo la nostra attenzione solo a parte dei pro blemi esaminati ddd Istruzione, cercando di tracciare alcune distin zioni fondamentali in modo da offrire un modello di analisi (con cettuale) che — mutatis mutandis — può essere applicato anche

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