Transizione 1987

tolleranza, nel caso degli embrioni, come osservano con finezza Peter Singer e Deane Wells « il pluralismo e la mutua tolleranza non sono sufficienti. Coloro che vogliono sperimentare sugli em brioni umani possono dire che le persone con opinioni contrarie sono perfettamente libere di non compiere tali esperimenti, ma non devono imporre le loro vedute agli altri. Tuttavia, coloro che si oppongono alla sperimentazione replicano che gli sperimentatori essendo quelli che chiedono finanziamenti pubblici, sono anche quelli che cercano di imporre le proprie vedute a chi paga le tasse. Inoltre, anche se il governo dovesse decidere di non finanziare tali ricerche, coloro che credono che gli embrioni hanno diritti, non sono ancora soddisfatti. Coerentemente con le loro credenze, essi possono andare ben oltre e chiedere che anche la ricerca privata sia sospesa, in quanto devono sostenere che essa viola i diritti di un altro, e cioè dell ’ embrione. I pluralisti democratici possono aver cara l ’ idea che le persone agiscano in conformità alle loro diverse opinioni morali fintanto che non infrangono i diritti degli altri, ma come può il pluralismo esser d ’ aiuto quando il fatto che un embrione conti come un “ altro ” costituisce la questione stessa su cui verte il disaccordo? » 28 . In questo ambito, infine, neppure l ’ applicazione del principio del « minor male » sembra giustificabi le: infatti quando si ha a che fare con la vita stessa delle persone, a meno che la cosa sia scelta volontariamente dall ’ interessato, sembra difficile credere che si possano confrontare i diversi « ma li », e quindi utilizzare tale principio 29 . In breve: mentre nell ’ ambito della morale familiare (regolato dal sesto Comandamento) nonostante i contrasti morali sembra possibile trovare una convergenza sul piano giuridico, nell ’ ambito del diritto alla vita il contrasto morale pare non sia ricomponibile. Proponendo un unico schema di regolazione come egualmente ap plicabile ai due diversi ambiti, distruzione sottovaluta la fonda mentale differenza esistente tra il quinto e il sesto Comandamento, e così non riesce né a specificare i criteri ed i limiti dell ’ applica zione del principio del « minor male », né a render conto del pluralismo democratico e della mutua tolleranza. Se distinguiamo invece tra i due ambiti possiamo riconoscere che nel caso dei dirit ti della famiglia va ammessa (in pratica e nella attuale situazione storica) 30 la neutralità del diritto; mentre nel caso del diritto alla vita va accolto lo schema proposto &d Istruzione. Sulla scorta di 55

Made with FlippingBook - Online catalogs