Transizione 1987
aggregazione e di influenza. Gli esempi sono molteplici: tribunali della libertà e per i diritti dei malati, carte dei consumatori, difen sori civici; associazioni di familiari (di handicappati e malati croni ci, di tossicodipendenti, di detenuti e di vittime della mafia o del terrorismo) e gruppi a difesa delle risorse ambientali a carattere locale e nazionale; gruppi di donne, variamente connotati e orga nizzati, e iniziative di giovani; e ancora, organismi non governativi a fianco o a controllo di quelli di governo, nazionali e sovranazio- nali. Molto ampio è l ’ arco delle issues presentate: l ’ affermazione dei diritti umani, la rivendicazione della parità, la difesa dell ’ am biente, la pace. La mappa dei diritti è dunque oggi divenuta più ampia. Ciò che importa di questo processo peraltro non è l ’ elenco puntuale dei contenuti, ma il fatto che esso sia aperto, modificabile, non definito e manovrato da un ’ autorità centrale: al contrario, deter minato, in parte almeno, dai molti soggetti attivi. Non solo: i «nuovi» soggetti operano oggi come interlocutori dei soggetti isti tuzionali tradizionali. Prendono corpo sperimentazioni e invenzioni sociali, un bagaglio di strumenti e di riferimenti divenuto patri monio culturale comune e profondamente mutato, rispetto alla de finizione di bisogni e diritti prevalente in fasi precedenti del wel- jare state. Ma ancora un elemento va aggiunto. In questo contesto diventa un vincolo quello che Salvatore Veca ha definito l ’ obietti vo uguaglianza complessa , teso a “ rispettare, proteggere e fa vorire le differenze ma correggendo e neutralizzando gli esiti o effetti di dominio che dalle differenze derivano per le vite di uo mini e donne, e la loro sorte, in società pluralistiche ” . Tutelare i diritti o meglio, garantire ai soggetti portatori di diritti di interagi re (tra di loro e con le istituzioni sociali rilevanti) al fine di espri mere l ’ inevitabile e positiva pluralità delle differenze — è questo un tratto caratterizzante la società attuale, come mai in passato era avvenuto. Come non rilevare la straordinaria novità rappresentata dall ’ in sieme di questi dati e il bisogno di parole che tali novità appunto esprimono? “ Diritti quotidiani ” è espressione che richiama la va rietà dei bisogni concreti, continuamente ridefiniti, anche contrad dittori (tra diversi individui e per lo stesso individuo in differenti circostanze o momenti) — personalizzati, si può dire. Nell ’ acco stamento di due termini come “ diritto ” e “ quotidiano ” si mani festa il problema di come mettere in rapporto le forme differenzia te in cui si manifestano aspettative e domande con il momento 18
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