Transizione 1987

queste distinzioni passiamo ora a considerare le varie proposte avanzate, cominciando da quelle concernenti la famiglia.

3. I problemi concernenti i « diritti della famiglia » Nella seconda parte Istruzione vengono esaminati i proble mi della fecondazione artificiale « eterologa », cioè quella che im piega il seme di un donatore (d ’ ora in avanti abbreviata con « AID »), e della fecondazione artificiale « omologa », cioè quella con il seme del marito (« AIH »), nelle rispettive forme in vivo e in vitro. Istruzione osserva che quest ’ ultima richiede l ’ impiego di un grande numero di embrioni, e può quindi esser valutata anche dal punto di vista del diritto alla vita, sottolineando tuttavia l ’ importanza di procedere ad una « approfondita e ulteriore rifles sione etica sulle tecniche di procreazione artificiale considerate in se stesse, astraendo, per quanto è possibile, dalla distruzione degli embrioni prodotti in vitro. » [574]. In questo senso ^Istruzione afferma che l ’ AID è illecita sia perché « J^Z punto di vista morale una procreazione veramente responsabile nei confronti del nascitu ro dev'essere il frutto del matrimonio» [574]; sia perché «la fedeltà degli sposi, nell'unità del matrimonio, comporta il recipro co rispetto del loro diritto a diventare padre e madre soltanto l'uno attraverso l'altro» [574]. L ’ AIH invece è illecita perché c ’ è una « connessione inscindibile, ... tra i due significati dell ’ atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo » [577]. Pertanto «non è mai permesso separare questi diversi aspetti al punto da escludere positivamente o l ’ intenzione procrea tiva o il rapporto coniugale. La contraccezione priva intenzional mente l ’ atto coniugale della sua apertura alla procreazione e opera in tal modo una dissociazione volontaria delle finalità del matri monio. La fecondazione artificiale omologa, perseguendo una pro creazione che non è frutto di un atto specifico di unione coniugale, opera obiettivamente una separazione analoga tra i beni e i signifi cati del matrimonio» [577] 31 . Quest ’ ultima affermazione, con cui si dichiara esplicitamente che il (cosiddetto) « principio d ’ inscindibilità » vale tanto nel caso della contraccezione quanto in quello dell ’ AIH, riveste un ’ impor tanza decisiva e fondamentale per tutto il discorso in materia. Recentemente, alcuni teologi hanno sostenuto che i due casi (con 56

Made with FlippingBook - Online catalogs