Transizione 1987

traccezione e AIH) sono asimmetrici; o che la contraccezione nel matrimonio è lecita in quanto non necessariamente separa sessuali tà e procreazione 32. Rifiutando queste ipotesi, V Istruzione da una parte riafferma che in pratica i processi riproduttivi sono intangi bili (o sacri) e totalmente indisponibili all ’ uomo 33 ; e dall ’ altra rende la contraccezione il « caso cruciale » che individua l ’ intera morale familiare. Se consideriamo la giustificazione di tale principio troviamo che, oltre a richiamarsi alla volontà di Dio, esso dipende dal fatto di essere « fondato sulla natura del matrimonio e sull ’ intima connes sione dei suoi beni» [577]. In questo senso, la giustificazione ultima dell ’ inscindibilità di unitivo e procreativo sembra dipendere dal diritto naturale, in base al quale si può dire che « la natura del matrimonio è assolutamente sottratta alla libertà umana, in modo che una volta che uno abbia contratto matrimonio resta soggetto alle sue leggi e proprietà essenziali » 34. Tuttavia, più che al diritto naturale Vlstruzione sembra attribuire maggiore rilievo da una parte alla (corretta) espressione dell ’ amore dei coniugi « nel “ lin guaggio del corpo ” , il quale comporta chiaramente “ significati sponsali ” e parentali insieme» [578]; e dall ’ altra all ’ idea che « soltanto il rispetto del legame, che esiste fra i significati dell ’ atto coniugale, ... consente una procreazione conforme alla dignità della persona» [578]. La metafora del « linguaggio del corpo » è interessante, ma è assai dubbio che riesca a giustificare il principio d ’ inscindibilità se già non si presuppone il diritto naturale 35 . Senza tale assunzione implicita, infatti, è difficile sostenere che il corpo ha un « linguag gio », e ancor più difficile dire che parli il « linguaggio dell ’ inscin dibilità ». Il fatto che attraverso l ’ avverbio « chiaramente » si cer chi di dare per scontato questo punto, conferma il sospetto che, in effetti, si cerchi di nascondere un grave problema. L ’ annoso dibat tito sulla liceità della contraccezione mostra che di fatto il proble ma è tutt ’ altro che « chiaro », e che forse si deve ammettere che il corpo ha vari « linguaggi » tra cui la persona può scegliere respon sabilmente. Quanto alla « dignità della persona » è necessario distinguere tra (almeno) due sensi opposti di « dignità »: se si presuppone che i processi riproduttivi siano intangibili e regolati da specifiche norme intrinseche, allora è vero che qualsiasi intervento in materia è contrario alla « dignità umana » (così intesa); se invece si nega 57

Made with FlippingBook - Online catalogs