Transizione 1987
mincia proprio con la domanda: « Quale rispetto è dovuto al l ’ embrione umano , tenuto conto della sua natura e della sua iden tità? », osservando poi che la risposta alle pressanti richieste di regolazione in materia « suppone una riflessione approfondita sulla natura e sull ’ identità propria — si parla di statuto — dell ’ embrio ne umano» [567]. Il documento dichiara infine di conoscere le attuali discussioni « sull ’ inizio della vita umana, sull ’ individuali tà dell ’ essere umano e sull ’ identità della persona umana » [567], e a questo proposito adduce i seguenti argomenti: a) « dal momento in cui l ’ ovulo è fecondato, si inaugura una nuova vita che non è quella del padre o della madre, ma di un nuovo essere umano che si sviluppa per conto proprio. Non sarà mai reso umano se non lo è stato fin da allora. A questa evidenza di sempre...» [567]; b) le recenti acquisizioni della biologia umana confermano che « nello zigote derivante dalla fecondazione si è già costituita l ’ i dentità biologica di un nuovo individuo umano» [568]; c) anche se non si deve tuttavia credere che la scienza possa risolvere il problema dello statuto dell ’ embrione, perché « certa mente nessun dato sperimentale può essere per sé sufficiente a far riconoscere un ’ anima spirituale; tuttavia le conclusioni della scien za sull ’ embrione umano forniscono un ’ indicazione preziosa per di scernere razionalmente una presenza personale fin da questo primo comparire di una vita umana: come un individuo umano non sa rebbe una persona umana? » [568]; d) ^Istruzione ricorda poi che « il Magistero non si è espres samente impegnato su un ’ affermazione d ’ indole filosofica, ma ri badisce in maniera costante la condanna morale di qualsiasi aborto procurato» [568]. La conclusione (finale) è che « l ’ essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento» [568]. L ’ impostazione generale data al problema sembra supporre che l ’ uso degli embrioni richiesti dalla FIVET sia equivalente all ’ abor to procurato, e già questo punto è dubbio e discutibile 47 . A parte questo fatto, che pure ha una notevole importanza, per affrontare il primo argomento esposto è indispensabile una distinzione preli minare tra due significati del termine « umano », che può essere usato sia in senso « biologico », per indicare che un dato organi smo (o una data cellula) appartiene alla specie homo sapiens-, sia in senso « simbolico », per indicare che un dato organismo presen 61
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