Transizione 1987
essere negativa: infatti chi è clinicamente morto è senza dubbio un « individuo umano », ma non è una « persona », e proprio per questo si può procedere all ’ espianto « a cuore battente » 51 . I tre argomenti esaminati sono insufficienti a sostenere una ri sposta al problema dello statuto dell ’ embrione. Ma su questo non è necessario insistere oltre, perché ^Istruzione stessa, quando di chiara che « il Magistero non si è espressamente impegnato su un ’ affermazione d ’ indole filosofica », ammette che non viene presa alcuna posizione sul problema dello statuto dell ’ embrione. Questa affermazione ha un ’ importanza decisiva per almeno tre ragioni: perché riconosce che la questione concernente il momento in cui un organismo « umano » (in senso biologico) diventa una persona umana è di tipo filosofico , e non scientifico o esegetico 52 ; in se condo luogo, perché è un ’ implicita ammissione della debolezza degli argomenti precedenti, che sono così annullati 53 ; infine per ché tale affermazione chiarisce che il Magistero non dà affatto alcuna risposta precisa al problema dello statuto dell ’ embrione. Quest ’ ultimo punto è di enorme importanza in quanto rivela che sul problema qui in esame V Istruzione incorre nella fallacia (logica) della « interrogazione complessa » (plurium interrogatio- num). Tale fallacia consiste nel concentrare in una sola domanda due (o più) domande, ciascuna delle quali può avere una risposta diversa, oppure nel presupporre attraverso la domanda qualcosa che l ’ interrogato può voler negare. La domanda: « hai smesso di picchiare tua moglie? » è fallace perché — che risponda « sì » o « no » — l ’ interrogato è costretto a presupporre una risposta posi tiva a due altre domande implicite, e cioè: « hai una moglie? »; « eri solito picchiarla? ». La fallacia consiste proprio nel presup porre tali risposte positive, da cui dipende la risposta finale. Per evitare la fallacia bisogna avere l ’ avvertenza di scindere le doman de, ed allora capita che «quando si sia risposto correttamente alla domanda implicita e presupposta, la seconda domanda, cioè quella esplicita, si annulli da sé » 54 . Nel caso dell ’ Itfr«zzo«£ la fallacia si nasconde proprio nella do manda fondamentale che apre il paragrafo: « Quale rispetto è do vuto all'embrione umano, tenuto conto della sua natura e della sua identità? ». Questa domanda va scissa nelle due domande distinte: [1] Qual è la natura e l ’ identità (lo statuto) dell ’ embrione? [2] Qual è il rispetto dovuto all ’ embrione? Tali domande possono avere risposte diverse, ma V Istruzione le 63
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