Transizione 1987

centralizzato della formalizzazione istituzionale dei diritti. Si af ferma così che i cittadini sono, non destinatari di misure dall ’ alto, ma interlocutori nel processo decisionale; che non si limitano a chiedere, ma spesso elaborano proposte ed organizzano soluzioni; che non si pongono come postulanti, e neppure come gruppi di pressione (o non soltanto): sono anche portatori di strategie, rife rimento per definire una cultura dei diritti. E occorre sottolineare che non si tratta di una subcultura che riguarda una minoranza, periferica per consistenza numerica e collocazione di chi vi è coin volto, e irrilevante per peso politico e simbolico: essa è invece centrale per il sistema di una società dei servizi, come quella che oggi conosciamo nei paesi europei. L ’ espressione “ diritti quotidiani ” , infine, ha ancora un ’ altra implicazione, in quanto allude non all ’ idea di diritto come codifi cazione e riconoscimento istituzionale, ma al processo che questo momento precede e accompagna. Per indicare solo alcuni dei temi su cui oggi si forma “ cultura dei diritti ” : le questioni che riguar dano il vivere e il morire (l ’ accanimento terapeutico, l ’ eutanasia, il trapianto di organi); il procreare e il controllo della procreazione (l ’ inseminazione artificiale, la biogenetica, e, ancora, l ’ aborto e le tecniche contraccettive); le molte forme della sofferenza psichica e della violenza e del controllo sugli individui; le condizioni della sopravvivenza stessa della specie, minacciate drammaticamente dal le molte forme di degrado ambientale e dal rischio nucleare. Sono, questi, temi centrali per il vivere quotidiano, su cui si giocano i diritti fondamentali di ciascuno. Infine, proprio perché ci si riferisce a spazi di scelta, a orien tamenti di fondo, a strategie di vita; e perché impedimenti e vin coli — strutturali, culturali e politici — vengono attivati rispetto a tali spazi, orientamenti e strategie, è riduttivo parlare di una cultura dei diritti: al contrario, ci confrontiamo oggi con più cul ture, differenziate, anche tra loro contrapposte. Rimanendo ad al cune delle questioni sopra trattate, oggi nella realtà italiana si riscontra una tradizione, o una mobilitazione, fortemente connota te di parte del mondo cattolico su procreazione, famiglia, valori di solidarismo. Ma di un impegno e di una cultura laici, rispetto ai diritti quotidiani, mi sembra ugualmente possibile parlare, oggi, esplicitando elaborazioni e prese di posizioni altrettanto fortemen te connotate. Non sono questi problemi neutrali, o indifferenti, o poco conflittuali: al contrario, scelte di valore e riferimenti di segno diverso vanno apertamente riconosciuti, promuovendo con 19

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