Transizione 1987
“ dimensione europea ” della lettura qui proposta: in altre parole, possiamo ritenere sulla base del tipo di analisi fin qui suggerito, che rispetto ad altre regioni del mondo l ’ Europa presenti dei tratti specifici? A me sembra che, pur sottolineando la varietà delle esperienze e le disomogeneità profonde tra i diversi paesi europei, non si possa non rilevare come, in particolare, nel corso degli ultimi de cenni, gli elementi comuni siano andati diventando sempre più rilevanti: in particolare, ciò può essere osservato a livello del con testo economico e sociale, dell ’ organizzazione del welfare state, delle circostanze della vita quotidiana. A partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, e in tempi sempre più accelerati quanto più ci si avvicina al presente, si è verificata una oggettiva crescen te “ integrazione ” tra i paesi europei (quella che in altri termini è stata vista come una tendenza al superamento degli stati naziona li). E non penso soltanto ai dati istituzionali relativi ad organismi e politiche “ europei ” , ai rapporti e agli scambi divenuti più facili e frequenti, alla percezione della specificità europea (qui si pone in primo luogo il tema della “ americanizzazione ” , ma anche il dibatti to sul ruolo della regione europea in un quadro mondiale bipolare, e ancora, la lettura in chiave di “ declino dell ’ Europa ” ). Innanzitutto rispetto agli Stati Uniti la contrapposizione appa re netta se ci si riferisce al complesso di condizioni che riassumia mo con il termine welfare state. Documenti e analisi su aspetti specifici corroborano la tesi secondo cui la società americana si sta allontanando in questi anni, con un processo che non sarà facil mente reversibile, da quelle premesse e da quei principi che, nelle democrazie occidentali, il termine welfare state ha sintetizzato e valorizzato. Analogamente — e anche questo argomento sarebbe da approfondire in termini adeguati, mentre praticamente nessuno sforzo è stato sviluppato in questa direzione — la legislazione, l ’ intervento, la pratica sociale, in quelli che sono stati detti i si stemi di “ welfare totale ” dell ’ Europa dell ’ Est e dell ’ Unione Sovie tica, tracciano una vicenda storica che ha ben pochi rapporti con quella dell ’ Europa occidentale. Infine, sebbene nel contesto di ana lisi che qui interessa non si faccia neppure menzione, in genere, dei paesi in via di sviluppo, voglio qui ricordare non soltanto che risorse economiche insufficienti e un modello di “ economia dipen dente ” e distorta caratterizzano le condizioni della vita quotidiana in questi paesi, ma anche che è estremamente rilevante il fatto che non si sia qui sperimentata in nessun senso la vicenda del welfare 21
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