Transizione 1987
RIPENSARE LE CARTE DEI DIRITTI?
Augusto Barbera
La politica delle “ Carte dei diritti ” fu lanciata in Emilia-Ro magna nella campagna elettorale per le elezioni amministrative del 1980. Da allora i risultati in questa Regione non sono mancati. Protagonisti sono stati sia i Comuni che la Regione: numerosi le sedi e i servizi messi a disposizione di associazioni, gruppi e mo vimenti, consistenti gli spazi recuperati per il volontariato, sempre più numerosi i progetti per garantire i diritti all ’ informazione dei cittadini, sperimentata l ’ utilizzazione del referendum accanto ad altri strumenti di partecipazione. Le stesse politiche per l ’ associa zionismo giovanile e femminile avviate in questi ultimi anni da diversi Comuni prevedono specifici e significativi poteri e diritti per le associazioni femminili e giovanili. Leggi e progetti regionali inoltre concernono gli utenti dei servizi sanitari; il difensore civi co; i diritti dei consumatori; l ’ avvio di una “ Carta dei diritti per l ’ ambiente ” ed altro ancora. Ancora più significative diverse acquisizioni strappate a livello nazionale: la legge istitutiva del Ministero dell ’ Ambiente prevede per i gruppi e le associazioni ambientalistiche una vera e propria “ Carta dei diritti per l ’ ambiente ” (il diritto di accesso alle infor mazioni, il potere di ricorso alla giustizia amministrativa, la facoltà di intervenire in procedimenti amministrativi e giurisdizionali). Ed anche la stessa Relazione Bozzi ha previsto significativi poteri in vari campi per gruppi e associazioni: oltre a prevedere in capo agli stessi specifici poteri (accesso alle informazioni e alla giustizia, facoltà di costituirsi parte civile, potere di promuovere determinati procedimenti, ecc.) vengono valorizzati istituti di democrazia diretta in grado di incanalare la “ politicità diffusa ” di cui sono portatori gruppi, associazioni e movimenti. Si tratta di proposte in più occa 29
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