Transizione 1987

sioni avanzate dal PCI — che peraltro nelle tesi approvate dal XVI e dal XVII Congresso aveva fatto ampio riferimento alle “ politiche per le Carte dei diritti ” . Altre iniziative sono in cantiere a livello di elaborazione di politica: dallo Statuto dei diritti dell ’ associazionismo studentesco alla Carta dei diritti degli utenti dei servizi dell ’ informazione, alla Carta dei diritti del malato. Sono questi ed altri ancora i temi attorno a cui si organizzano gruppi giovanili e femminili, di utenti e di genitori, allargando vieppiù la mappa delle forme organizzative sperimentate e dei bisogni tutelati. I risultati dunque non sono pochi; ma essi avrebbero potuto essere ben più consistenti, soprattutto in una Regione come l ’ Emi lia-Romagna. Cosa è mancato? Le cause sono diverse e vanno valutate in relazione agli obiet tivi che ci si proponeva con la “ politica delle Carte dei diritti ” . Tali obiettivi — lo sottolineavo nella relazione al Seminario di Bologna del 10-11 novembre 1981 (gli atti sono pubblicati dagli Editori Riuniti) — si raccoglievano attorno a tre direttrici: 1) da re vita a più intensi canali di comunicazione fra società ed istitu zioni “ allargando ” la politica al di là dei partiti; 2) fissare mag giori spazi di autogestione valorizzando in questo quadro il “ vo lontariato ” ; 3) tutelare nuovi diritti individuali, dai “ diritti c.d. di terza generazione ” connessi allo sviluppo delle tecnologie ai “ microdiritti della vita quotidiana ” spesso trascurati o ignorati an che all ’ interno delle stesse istituzioni del welfare state. Tali obiettivi si tenevano fra loro saldamente; e le vicende che hanno accompagnato la crescita dei movimenti femminili e femmi nisti lo dimostrano ampiamente. E infatti, più che aggiungere nuovi diritti all ’ elenco di diritti in qualche caso proclamati più volte, e spesso cancellati o misco nosciuti, si voleva soprattutto operare il tentativo di procedere al loro riconoscimento o, in taluni casi, alla loro “ implementazione ” attraverso strumenti di tutela attivabili dagli interessati e/o dalle loro associazioni. “ Istituzioni della libertà ” e non solo “ dichiara zioni di diritti ” : il punto di riferimento, sotto il profilo della tecnica legislativa, era lo Statuto dei lavoratori, che ha segnato una tappa importante non tanto per i “ diritti proclamati ” quanto per i “ poteri ” attribuiti alle rappresentanze dei lavoratori. Si pensava cioè — mi limito, per brevità, ad un esempio — che i diritti del malato o del consumatore si tutelassero non tanto proclamandoli con leggi che avrebbero rischiato di essere leggi-manifesto quanto 30

Made with FlippingBook - Online catalogs