Transizione 1987
utilizzando le leggi stesse da un lato per accrescere i poteri di intervento, in tutte le sedi (da quelle politiche a quelle legislative, da quelle amministrative a quelle giudiziarie) delle associazioni sorte per la loro promozione e tutela e dall ’ altro per riconoscere ad esse significativi spazi di autogestione. Ma delle tre direttrici — ecco il punto che desidero sottolinea re — è stata particolarmente sviluppata, peraltro su un piano spesso teorico, la terza. Di qui il profluvio di diritti di cui si è chiesta la tutela: dai diritti degli utenti di vari servizi a quelli degli emarginati, dai diritti degli studenti a quelli dei consumatori, dal diritto a un certo trattamento terapeutico al diritto a un certo trattamento ospedaliero, dal diritto alla trasparenza al diritto al l ’ imparzialità o al “ diritto all ’ efficienza ” , dal diritto alla pace al diritto alla sicurezza e così via. La terza delle tre direttrici sopra indicate — l ’ ho sostenuto io stesso in più sedi — può fornire l ’ occasione per ribaltare l ’ otti ca tradizionale dei pubblici poteri e della stessa azione politica ( “ mettendosi dalla parte del cittadino ” ) e per sollecitare altresì, dal l ’ esterno, una maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione cui si dà così un obiettivo unificante ( “ i bisogni degli utenti ” ). Ma perseguire tale obiettivo non prestando altrettanta attenzione an che agli altri due non rischia di essere riduttivo, e persino di apparire sterile lamentela o mera propaganda? E comunque, non si rischia di subire più direttamente l ’ insidioso impatto dei vincoli fi nanziari che caratterizzano l ’ attuale fase del welfare state? È anche alle prime due direttrici, dunque, che dobbiamo guar dare con attenzione e con volontà di approfondimento; è di tutta evidenza peraltro come tali direttrici possano venire in rilievo per affrontare due fra i nodi più importanti nella crisi dello Stato: la domanda di espansione e qualificazione dei servizi sociali compres sa dalla crisi del welfare da un lato e l ’ esigenza di rinnovamento del sistema politico dall ’ altro. Ma proprio per realizzare questi obiettivi l ’ accento va messo, ecco il limite che ha frenato, non solo sui diritti dei singoli ma anche (e soprattutto) sui diritti e i poteri dei gruppi e delle associazioni (delle “ formazioni sociali ” secondo l ’ art. 2 della Costituzione). Avendo trattato tali tematiche in varie occasioni e in vari scrit ti mi limiterò ad alcuni rapidi accenni. La gestione sociale, l ’ auto gestione, l ’ apporto del “ volontariato ” possono essere il modo per rilanciare, sotto un profilo sia qualitativo che quantitativo, le politi che sociali, purché, ovviamente, questo non sia un grimaldello attra 31
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