Transizione 1987
per lo stesso costituzionalismo: la rappresentanza di interessi, o de boli o ancora nuovi, che non riescono ad avere voce rispetto ad in teressi forti o consolidati. Da qui, i “ diritti ” e i “ poteri ” per i gruppi in questione che le “ Carte ” avrebbero dovuto riconoscere — da taluni strumenti di de mocrazia diretta al diritto all ’ informazione, dai poteri di intervento nei procedimenti amministrativi a taluni poteri processuali, da ta lune agevolazioni fino all ’ uso di particolari servizi pubblici. Tra i partiti politici da un lato e i cittadini isolati dall ’ altro l ’ ordinamento giuridico italiano riconosce solo le organizzazioni portatrici di interessi settoriali; è questo vuoto che le “ Carte ” dovrebbero colmare: reperire spazi garantiti, “ diritti ” appunto, per gruppi portatori di interessi generali, diffusi e non individuali, né negoziabili nello scambio neocorporativo delle organizzazioni di interessi, né sempre assorbibili nei progetti generali dei partiti. Ciò non significa — lo sottolineo con forza — chiedere ai partiti di essere subalterni ai movimenti, ma di sincronizzarsi con i valori di cui essi sono portatori recuperando tali valori, spesso prepolitici, sul terreno della politica, della politica-progetto. Ciò non significa dare spazio ai movimenti a scapito dei partiti, ma anzi creare le condizioni per ridare slancio progettuale ai partiti stessi. Ma il rammarico per tale squilibrio di attenzione non può farci trascurare le novità che agli inizi degli anni ’ 80 le politiche delle “ Carte dei diritti ” hanno registrato, sollecitato o addirittura intro dotto. Sono gli anni in cui si supera la visione “ partitocentrica ” che aveva caratterizzato gli anni della solidarietà nazionale; si recupe rano i ritardi della cultura di sinistra, e del PCI in particolare, nel comprendere la “ crescita di soggettività ” di diverse figure sociali che andava maturando nel Paese; si recuperano i ritardi nel rap portarsi a tematiche come quelle delle condizioni femminile e gio vanile, nel comprendere come la società andasse progressivamente articolandosi non solo per classi o categorie ma anche per interessi o stili di vita. In questo sforzo di comprensione e di conseguente progettualità venivano appunto a collocarsi le “ Carte dei diritti ” . Per brevità mi limito ad alcuni rapidi richiami delle novità registrate, sollecitate o introdotte: a) la presa d ’ atto che i movimenti più significativi non voglio no più prescindere dalle istituzioni né porsi solo quale “ contropo tere ” , ma intendono finalmente realizzare un rapporto, conflittuale 33
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