Transizione 1987
Dieci di essi, infatti, promuovono o hanno in programma la reda zione di un organo informativo rivolto alla popolazione, non — si dice — per fare propaganda ma per stimolare la partecipazione e la critica. Che questa intenzione sia abbastanza perseguita nella pratica è dimostrato dal fatto che spesso queste pubblicazioni sono state il veicolo per lanciare sondaggi, per proporre questionari su temi specifici o, con risultati forse meno efficaci, per fare dei bilanci di legislatura. Un altro comparto si riferisce agli orari di apertura al pubbli co. Il problema è trattato da otto comuni che hanno sperimentato fasce più elastiche ed aderenti alle esigenze dei cittadini. Curiosa mente si deve notare che questo tentativo è stato svolto in piccole realtà comunali; mentre risulta praticamente assente nelle grandi aree metropolitane dove, ragionevolmente, il problema dovrebbe essere più sentito. Forse anche tale tipo di problematiche — lo ripeto, solo apparentemente marginali — i grossi comuni pensano di affrontarlo nell ’ ambito del più generale rapporto fra i cittadini e la pubblica amministrazione. Bologna ha istituito una commissione consiliare speciale sui temi di riforma del Comune; Modena ha incluso nel proprio programma di legislatura una commissione speciale per i diritti dei cittadini e Ravenna pensa ad un regola mento per facilitare l ’ accesso ai documenti dell ’ amministrazione. Il terzo ed ultimo blocco di problemi si riferisce alla rilettura delle esperienze partecipative del passato. In questo senso le ini ziative sono varie, abbastanza generalizzate, coinvolgenti sia i pic coli che i grandi comuni. Si va da un rafforzamento dei tradiziona li strumenti misti di partecipazione — pubblici/privati — come le consulte, le commissioni e i comitati, con la cooptazione in essi dei nuovi soggetti, dei nuovi gruppi, dei movimenti portatori di interessi specifici e diffusi; ad una revisione delle procedure del decentramento o, — come per il comune di Bologna — ad un ripensamento complessivo della sua immagine istituzionale e terri toriale. Ma la complessità di questo argomento, la difficoltà a censire costanti e differenze con rigore scientifico, ci impedisce, almeno in questa fase, una analisi più diffusa del fenomeno. Per quanto riguarda V ambiente si può osservare che il tipo di interventi tende a modellarsi sulla base di diversi comparti che vanno dall ’ approvazione di “ Carte dell ’ ambiente ” alla creazione di assessorati specifici, più frequenti nei comuni capoluogo; o di or ganismi comunque istituzionali — di giunta o di consiglio — spe 52
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