Transizione 1987

DEMOCRAZIA E DIRITTI

Luciano Vandelli

1. L ’ elaborazione, culturale e politica, del complesso di pro poste racchiuse nella formula «Carte dei diritti», prese l ’ avvio, all ’ inizio degli anni ’ 80, da una analisi che si basava su alcuni presupposti di fondo, tra i quali merita ricordare in particolare da un lato la constatazione del fallimento o comunque della crisi della partecipazione, nei termini e modi in cui era stata concepita nel decennio precedente; dall ’ altro il riconoscimento del ruolo politico dei gruppi-obiettivo, tendenti al perseguimento di interessi cosid detti “ diffusi ” . Sotto il primo profilo, l ’ analisi prendeva atto, con franchezza, del fatto che i moduli partecipativi adottati, nel deludere le attese di apertura di considerevoli spazi di democrazia sostanziale, aveva no prodotto effetti non marginali di amplificazione di rilevanti difetti del sistema (moltiplicazione delle sedi in cui si riproduceva no i tradizionali schemi partitici ovvero le logiche corporative; innesto di nuovi passaggi nelle consuete procedure, che, in questo modo, si appesantivano e rallentavano ulteriormente); sotto il se condo, si respingeva apertamente la diffusa tendenza ad identifica re il sistema politico esclusivamente con il sistema dei partiti. In questi termini, nel tentare una risposta più efficace alle istanze di partecipazione, le proposte delle Carte dei diritti assu mevano come destinatari fondamentali i gruppi portatori di fini collettivi (leghe, comitati, associazioni per la tutela dell ’ ambiente, per la difesa dei consumatori, per la lotta a diverse forme di emar ginazione e discriminazione, per la donna, ecc.), riconoscendo ad essi poteri di intervento sull ’ azione delle istituzioni pubbliche ed ambiti di gestione sociale per il volontariato; ma, d ’ altronde, af fiancando a questi aspetti la individuazione di forme di garanzia 5

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