Transizione 1987
LA CARTA DEI DIRITTI PER L ’ AMBIENTE
Alessandro Di Stefano
1. Il programma di legislatura del governo regionale dell ’ Emi lia-Romagna ha posto (già nella scorsa legislatura e con maggior forza in quella appena iniziata) come uno dei suoi punti qualifi canti la tematica delle “ Carte dei diritti ” . In quest ’ ambito la Giunta regionale ha predisposto nel 1983 un documento che indi vidua alcune iniziative, concretamente attivabili e realizzabili, tese a configurare una “ Carta dei diritti per l ’ ambiente ” (con una forte sottolineatura sugli strumenti concreti da attivare più che sulla purezza di individuazione dei diritti). La proposta della “ Carta dei diritti ” , che ha trovato già alcuni momenti di realizzazione pratica, vuole riconoscere, in modo con creto e realizzabile, un potere di iniziativa, alcuni fondamentali diritti a gruppi, collettivi, associazioni, movimenti ma anche a sin goli cittadini “ nelle ” e “ verso ” le istituzioni, costituendo, più che l ’ ennesimo elenco di principi, un insieme di strumenti operativi, direttamente azionabili dagli interessati. Si tratta, in sostanza, di sviluppare un processo che usi la potenzialità di tutti i “ decisori ” — che renda attivi, cioè, tutti i soggetti sociali (i “ poteri diffusi ” ) presenti sul territorio. A nessuno sfugge lo spessore della novità da cui deriva l ’ esi genza di rinnovamento. Forse il versante ambientale di questi problemi è quello che in modo più diretto consente di evidenziare la novità con cui dobbiamo misurarci. 2. L ’ emergere di grandi contraddizioni ambientali (ad esem pio: l ’ eutrofizzazione o il dissesto idrogeologico), ponendo al cen 65
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