Transizione 1987

tro del nostro orizzonte il tema del limite delle risorse, spinge ad una rilettura del modello diffuso dello sviluppo che ha caratteriz zato l ’ Emilia-Romagna ed alla ricerca degli strumenti più idonei al governo della sua connessione con le risorse naturali. Ma se ci fermassimo qui, resteremmo ancora inchiodati ad una lettura eco- nomicista dello sviluppo. La “ qualità sociale ” dei processi sarà misurabile da quanta cultura, quali valori, quanta democrazia, quanta soggettività questi processi sapranno mettere in movimen to. In una parola: non potremo più misurare noi stessi in termini di prodotto interno lordo. La questione ambientale si presenta, dunque, come un dato strutturale per lo sviluppo economico e sociale. Il problema am bientale, infatti, si evidenzia come un rapporto dinamico tra svi luppo delle attività produttive ed umane e consumo di risorse che questo sviluppo richiede; ma in ultima istanza si qualifica come rapporto conflittuale fra diverse attività ed azioni umane sulle stesse risorse. Perciò sempre meno l ’ ambiente gioca un ruolo di puro supporto spaziale e sempre più diviene fattore di governo dei processi. In effetti, la tutela delle risorse è la premessa del nostro possibile sviluppo futuro. Da qui prende le mosse la ricerca di un patto di riconciliazione tra uomo e natura. Storicamente, il rapporto tra risorse naturali e presenza dell ’ uomo, tra conservazione e trasformazione del territo rio aveva realizzato un equilibrio che aveva consolidato una cultu ra del territorio diffusa, incorporata nelle culture produttive che hanno informato la presenza dell ’ uomo per secoli. Nell ’ ultimo qua rantennio, almeno, questo equilibrio si è rotto. Le risorse non sono più apparse come componenti di un sistema stabile, di cui anche l ’ uomo era parte integrante, ma come singoli valori destinati alla produzione di ricchezza. Il mondo è apparso perciò come tutto “ producibile ” e la realtà come conseguenza del solo lavoro, della sola produzione. Ma la crescita delle forze produttive ha messo in luce anche la loro ambiguità: esse non appaiono più solo come produttrici di ricchezza, di progresso, ecc., ma anche come pro duttrici di distruzione (ambiente, armi, ecc.). La risoluzione dell ’ an tico rapporto tra uomo e natura è così marcata dalla sostituzione del tema del dominio dell'uomo sulla natura (che percorre tutta la storia, almeno della cultura occidentale) con il tema della alleanza, della riconciliazione fra uomo e natura, e quindi della ricerca di un nuovo equilibrio, consapevole quanto meno dell ’ intreccio profondo che lega la possibilità di ogni ulteriore sviluppo al rispetto di

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