Transizione 1987

(pubbliche e private) si qualificano come rapporto conflittuale sulle stesse risorse. b) In secondo luogo, e conseguentemente, lo sviluppo delle “ Carte dei diritti ” implica un superamento della macchina “ amministrativa ” o “ burocratica ” , che è organizzata secondo un modello che si può definire “ ministeriale ” , organizzata, cioè, se condo uno schema settoriale, che gestisce i “ vincoli amministrati vi ” cui ho accennato, e gli interventi conseguenti (anche come supporto propulsivo a singole branche delle attività economiche e dello sviluppo “ civile ” ). Ciò, al fine di sviluppare pienamente le potenzialità di tutti i soggetti presenti sul territorio, di cui — voglio ricordare — l ’ Amministrazione pubblica (anzi ogni sua branca) rappresenta solo un settore del processo decisionale, con una responsabilità particolare, però: quella di garantire ed applica re il punto di sintesi volta a volta raggiunto. c) In terzo luogo, e conseguentemente, tutto ciò implica lo sviluppo , pieno e coerente , della pianificazione , come strumento di riunificazione di ciò che appare diviso. Infatti, essa è lo strumento con cui si possono cogliere nella loro unità i sistemi naturali. Quei sistemi di cui la spontaneità del mercato vede (e punta ad appro priarsene) solo i singoli fattori: vede, ad esempio, le sabbie e le ghiaie di un fiume, non vede e non può vedere le spiagge in erosione geograficamente lontane o gli alvei fluviali che si abbas sano in tempi relativamente lunghi. La pianificazione ha il compito di ricondurre ad unità un mondo diviso, in ciò scontrandosi con l ’ accentuata “ specializzazio ne ” e “ settorializzazione ” degli interlocutori, e soprattutto con la griglia “ corporativa ” che deforma la “ finestra ” che collega le istituzioni e la società. Il problema da risolvere può essere sinte tizzato così: si tratta di costruire la pianificazione (ai vari livelli) rendendo espliciti tutti i contenuti e quindi rendendoli oggetto di possibili scelte razionali. Da un lato, si tratta di prevedere, analiz zare con gli strumenti di molte discipline, di misurare gli effetti delle scelte di piano sui diversi sub-sistemi, sui diversi settori, sui diversi comportamenti. Dall ’ altro, si tratta di utilizzare i rapporti relazionali di cui si diviene consapevoli in un ’ ottica sistemica per migliorare la qualità delle scelte, per renderle più trasparenti.

68

Made with FlippingBook - Online catalogs