Transizione 1987

poteri di indagine del difensore civico sono più penetranti e la sua figura è dotata di maggiore autonomia. La legge sul contenzioso in materia sanitaria dell ’ Emilia-Romagna, allo scopo di tutelare i di ritti del malato, richiama i principi favorevoli al malato concernenti la possibilità di adire alla magistratura del lavoro per tutelare in quella sede i diritti soggettivi lesi. Tuttavia non è altrettanto fun zionale per la parte che concerne i reclami all ’ autorità amministra tiva, in quanto il reclamo presentato al Presidente dell ’ USL viene da questi affidato, per la parte istruttoria, al dirigente del servizio che è responsabile della presunta lesione del diritto: questi è trop po spesso portato a difendere i propri diretti dipendenti e la pro pria organizzazione, e la maggior parte delle indagini così condotte porta ad una autoassoluzione degli operatori. Si ritiene possa essere utile l ’ affidamento del potere di indagi ne ad un organo esterno all ’ amministrazione, sia questi un difenso re civico, come nella proposta di legge nazionale del PCI, sia un organo collegiale, come nella proposta della Commissione per la tutela dei diritti del malato istituita presso il Centro Studi del Ministero della Sanità nel 1984. Questa commissione doveva ela borare un articolato sulla tutela dei diritti del malato da presentar si all ’ on. Degan in tempo utile per il suo inserimento come art. 15, ultimo del disegno di legge preparato dal Ministero della Sani tà sulla riforma della USL. La Commissione di studio è stata costi tuita dopo l ’ iniziativa pubblica del Tribunale Diritti del Malato del Movimento Federativo Democratico, svoltasi a Firenze nella pri ma metà del 1983, nel corso della quale venne richiesta una leg ge-quadro nazionale che desse validità ed efficacia alle varie carte per i diritti del malato elaborate autonomamente in sede locale in molte città, sulla base delle denunce presentate dai malati, indica tive dei diritti più frequentemente lesi e delle violazioni più gravi. Le associazioni per i diritti del malato di Bologna e di Parma, di cui faccio parte, pur di versificandosi dalla linea politica generale del Movimento Federativo Democratico, non possono che concor dare sull ’ ideale di un diritto che si formi dal basso, democratica risposta alle esigenze reali dei cittadini di una comunità locale (Comune od USL) che nei confronti della sanità presenta prefe renze diversificate perché differenti sono gli ambienti socio-cultu rali. Costituirebbe un ’ autentica rivoluzione copernicana quella che ponesse il cittadino in posizione centrale rispetto alla Pubblica Amministrazione, piegandola alle diverse esigenze dell ’ utenza, senza

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